Il 55,9 per cento degli edifici non ha le certificazioni di sicurezza, denuncia la vice commissaria provinciale.

Il nuovo anno scolastico è ripartito con il consueto entusiasmo degli studenti, ma insieme ai banchi che si riempiono tornano puntuali vecchie criticità mai superate. La più grave, a Taranto, riguarda l’edilizia scolastica. A sollevare con forza il problema è Roberta Zaccaria, vice commissaria provinciale dell’Udc e responsabile del dipartimento pari opportunità per la provincia ionica, che parla senza mezzi termini di una situazione drammatica.

Secondo i dati contenuti nell’ultimo rapporto Legambiente “Ecosistema Scuola”, oltre la metà degli edifici scolastici tarantini risulta priva delle certificazioni basilari di sicurezza. Su 320 scuole statali, ben 179 non dispongono né dell’agibilità, né della prevenzione incendi, né dell’omologazione della centrale termica. In percentuale significa il 55,9 per cento degli istituti, un dato peggiore non solo della media regionale, che si ferma al 44,4 per cento, ma anche di quella nazionale, pari al 36,3 per cento.

Per Zaccaria questa è una realtà che mina il diritto costituzionale allo studio, poiché un luogo di formazione non può trasformarsi in una potenziale minaccia per chi lo frequenta. Le cause di questa emergenza si intrecciano tra ritardi storici negli interventi di manutenzione, scarsità di lavori strutturali e una gestione frammentata delle risorse economiche, spesso oggetto di rimpalli tra Comune e Provincia. Un paradosso che appare ancora più evidente se si pensa al confronto con gli edifici privati, dove l’assenza di una sola certificazione comporterebbe la chiusura immediata.

Il quadro delineato dalla dirigente centrista è impietoso. Anche laddove negli anni sono stati stanziati fondi per migliorare la sicurezza, la realtà quotidiana è quella di scuole vecchie e insicure, in cui studenti e insegnanti convivono con la mancanza delle più elementari garanzie. Un tema che, secondo Zaccaria, dimostra tutta la distanza tra gli annunci di riforma e la vita reale delle comunità scolastiche.

Le sue parole diventano quindi un appello a non abbassare la guardia. La scuola non è soltanto il luogo in cui si formano i cittadini del futuro, ma deve essere anche un presidio sicuro, dove il diritto allo studio si accompagna a quello alla tutela della salute e dell’incolumità. Una sfida che Taranto, oggi più che mai, non può continuare a rimandare.

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