Prima pagina
Il VII Meeting nazionale MAB UNESCO, rilancia la collaborazione tra territori, ricerca e nuove generazioni. Avviato un tavolo per rafforzare la rete italiana: biodiversità, turismo e attività produttive chiamati a entrare in una strategia condivisa, oltre il valore del riconoscimento internazionale.
Proteggere gli ecosistemi e costruire opportunità per chi li abita. Tenere insieme ricerca scientifica, attività economiche e partecipazione. È su questo equilibrio che si è concentrato il VII Meeting nazionale delle Riserve della Biosfera MAB UNESCO italiane, ospitato dal 20 al 23 ottobre nella Riserva della Biosfera della Sila, con il coordinamento del Parco nazionale. Le giornate di lavoro hanno attraversato Rende, il Centro visita Cupone, l’altopiano silano e Sibari, intrecciando confronto tecnico e conoscenza dei luoghi. La Sila ha ospitato per la prima volta l’appuntamento nazionale, dedicato allo scambio di esperienze e alle prospettive del programma MAB. Il tema riguarda direttamente il futuro dei territori: come conservare la biodiversità senza separarla dalla vita delle comunità? E come promuovere sviluppo senza consumare le risorse sulle quali quello stesso sviluppo si fonda?
Avviato dall’UNESCO nel 1971, il programma “Man and the Biosphere”, “L’uomo e la biosfera”, utilizza conoscenze scientifiche e collaborazione tra istituzioni e società per migliorare il rapporto tra persone e ambiente. La rete italiana comprende 21 Riserve, distribuite tra montagne, coste, isole, paesaggi agricoli e territori attraversati dai fiumi. Vi rientrano, tra le altre, il Cilento e Vallo di Diano, Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro, il Delta del Po e le Isole di Toscana. La definizione di Riserva della Biosfera indica un territorio nel quale perseguire insieme tre funzioni: conservazione della diversità biologica e culturale, sviluppo sostenibile e sostegno a ricerca, monitoraggio, educazione e formazione. Questa impostazione si riflette nell’organizzazione degli spazi: aree centrali dedicate alla tutela degli ecosistemi, zone circostanti nelle quali svolgere attività compatibili con la conservazione e aree di transizione dove le comunità vivono e lavorano. L’UNESCO le descrive come laboratori viventi, nei quali sperimentare un rapporto sostenibile tra attività umane e natura.
Riconosciuta nel 2014, la Riserva della Biosfera della Sila comprende il Parco nazionale e un paesaggio segnato da foreste, laghi, coltivazioni e insediamenti. La presenza di ambienti differenti, legati anche all’altitudine e all’esposizione, sostiene una biodiversità di particolare interesse nel contesto mediterraneo. Agricoltura, allevamento, transumanza, filiera del legno e turismo fanno parte del rapporto storico tra comunità e territorio descritto dall’UNESCO. È proprio questa compresenza…

In evidenza
Alla XX Sagra della Castagna, il confronto promosso da Italia Nostra mette al centro le difficoltà della filiera: prezzi poco remunerativi, frammentazione dell’offerta e rischio di abbandono dei castagneti. Durante indica la strada dell’aggregazione, della trasformazione e della formazione. La sfida è…
A SPASSO
TRA I BORGHI
ORVINIO CELEBRA L’AUTUNNO: IL 1° NOVEMBRE SAPORI SABINI, ESCURSIONI E GIARDINI DEL CASTELLO
ARTICOLI
Di Interesse
CARPANZANO, LA CASTAGNA ROVELLESE CERCA IL SUO RISCATTO: PRODUTTORI IN RETE PER DIFENDERE REDDITO E TERRITORIO
Alla XX Sagra della Castagna, il confronto promosso da Italia Nostra mette al centro le
LUCI D’ARTISTA, FENAILP PROPONE UN PIANO PER I QUARTIERI, “I BENEFICI ARRIVINO A TUTTA SALERNO”
Mercatini, antiquariato e iniziative culturali per ampliare i percorsi dei visitatori. Nel documento alle




























