
FP CGIL, CISL FP e UIL FPL contestano il piano di riorganizzazione della Casa di Cura. Al centro della vertenza la riduzione del personale infermieristico e l’esternalizzazione del servizio cucina. Richiesto il tavolo di raffreddamento e conciliazione per tutelare occupazione e qualità dell’assistenza.
Si apre una delicata vertenza sindacale alla Casa di Cura GEPOS. Le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale della struttura sanitaria e richiesto formalmente al Prefetto di Benevento l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla normativa vigente. La decisione arriva dopo l’incontro sindacale dell’8 giugno 2026, durante il quale la Direzione aziendale avrebbe confermato l’intenzione di procedere a una complessiva riorganizzazione della struttura, comprendente una riduzione del personale infermieristico e l’esternalizzazione del servizio cucina. Secondo le organizzazioni sindacali, l’azienda non avrebbe però fornito la documentazione tecnica, organizzativa ed economica necessaria per motivare in maniera chiara le scelte annunciate e consentire una valutazione oggettiva delle conseguenze sul piano occupazionale e assistenziale. Per FP CGIL, CISL FP e UIL FPL non è accettabile affrontare processi di riorganizzazione che incidono direttamente sui livelli occupazionali e sulla qualità dei servizi senza un confronto preventivo e trasparente con le rappresentanze dei lavoratori.
La preoccupazione riguarda in particolare il personale infermieristico. La Casa di Cura GEPOS opera infatti in regime di accreditamento definitivo con il Servizio Sanitario Regionale e dispone di 60 posti letto destinati ad attività ad elevata intensità assistenziale. In questo contesto, evidenziano i sindacati, qualsiasi ipotesi di riduzione degli organici deve essere attentamente valutata alla luce degli standard assistenziali richiesti e della necessità di garantire sicurezza, continuità delle cure e qualità del servizio ai pazienti. Le sigle sindacali sottolineano inoltre come non sia stato avviato alcun confronto concreto su possibili alternative agli esuberi, quali percorsi di riqualificazione professionale, riconversione del personale, mobilità interna o diversa organizzazione dei servizi.
Ulteriore motivo di preoccupazione è rappresentato dall’annunciata esternalizzazione del servizio cucina, scelta che potrebbe determinare ulteriori ripercussioni occupazionali e organizzative all’interno della struttura. Per queste ragioni è stata avanzata al Prefetto di Benevento la richiesta di convocazione urgente del tavolo di raffreddamento e conciliazione, individuato come sede istituzionale deputata a favorire il dialogo tra le parti e a verificare la reale necessità delle misure prospettate dall’azienda.
L’obiettivo delle organizzazioni sindacali è quello di approfondire le motivazioni alla base del piano di riorganizzazione, accertare la sussistenza delle condizioni che giustificherebbero eventuali esuberi e individuare soluzioni alternative in grado di salvaguardare sia i posti di lavoro sia la qualità dell’assistenza sanitaria erogata. FP CGIL, CISL FP e UIL FPL assicurano che parteciperanno al confronto con spirito costruttivo e responsabile, ma ribadiscono la propria contrarietà a decisioni unilaterali che incidano in maniera significativa sul futuro dei lavoratori e sull’organizzazione dei servizi.
Secondo i sindacati, infatti, la vertenza non riguarda soltanto il personale della struttura, ma coinvolge direttamente anche il diritto dei cittadini a ricevere cure adeguate e la tenuta complessiva del sistema assistenziale garantito dalla Casa di Cura GEPOS. Le organizzazioni sindacali annunciano infine che seguiranno con la massima attenzione l’evolversi della situazione e che, qualora la procedura di raffreddamento non dovesse produrre risultati positivi, valuteranno ulteriori iniziative di mobilitazione a tutela dei lavoratori, delle loro famiglie e della qualità dei servizi sanitari offerti alla collettività.







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