La manifestazione organizzata da Vivi Vinum Pachino ha unito vino, cucina, tradizioni rurali e nuove strategie di sviluppo territoriale. Tra le novità il lancio del Cammino del Nero Pachino, il confronto sulla mobilità dolce, i premi ai migliori vini e piatti del territorio e la vittoria di “La Voga 3” al Palio della Botte.

Vino, cucina, turismo lento e valorizzazione del territorio. La Festa della Vendemmia 2026 ha trasformato Pachino in un laboratorio di idee e di esperienze, capace di tenere insieme tradizione e prospettive di sviluppo, identità locale e apertura internazionale. Nonostante la pioggia, la manifestazione ha richiamato nei giorni scorsi un pubblico numeroso, coinvolto in degustazioni, competizioni, incontri e momenti di approfondimento dedicati alle nuove opportunità dell’enoturismo siciliano. L’edizione 2026, organizzata dall’associazione Vivi Vinum Pachino in collaborazione con la Cooperativa di Comunità Le Terre di Ebe, in sinergia con BCC Pachino e Confcooperative Sicilia, con il patrocinio del Comune di Pachino e della Fondazione Ferrovie dello Stato, ha posto al centro soprattutto il rapporto tra produzioni locali, turismo esperienziale e mobilità sostenibile.

Uno dei temi principali è stato proprio quello della mobilità dolce. La tavola rotonda dedicata all’argomento ha avviato un confronto per arrivare a un’intesa capace di favorire in Sicilia itinerari turistici da vivere in treno, in bicicletta e a piedi, valorizzando territori che spesso possono essere scoperti meglio attraverso forme di viaggio più lente e immersive. In questa direzione si inserisce il Cammino del Nero Pachino, una delle novità più significative dell’edizione. Il percorso, lungo otto chilometri e completato in circa tre ore e mezza, ha coinvolto turisti provenienti dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Venezuela, dalla Calabria e da diverse province siciliane.

“L’Isola è una terra da scoprire più lentamente”, ha spiegato Walter Guarrasi, presidente di Vivi Vinum Pachino. “Possiamo costruire nuovi itinerari esperienziali da condurre in treno, in bicicletta e perfino a piedi. Vogliamo dare maggiore stabilità e continuità a queste esperienze puntando sulla promozione dei territori a livello internazionale”. Accanto alle prospettive turistiche, la Festa della Vendemmia ha confermato la centralità del vino attraverso “I Vini dello Scagno”, la competizione dedicata alle eccellenze vitivinicole del territorio. La giuria, composta da Carmelo Maiorca e Sabina Zuccaro di Slow Food – Condotta di Siracusa, Carmelo Pagano di “Sicilia da Gustare – Guida ai ristoranti” e Lino Giaquinta, sindaco di Giarratana, ha assegnato sette riconoscimenti.

Il premio per il Miglior Rosso è andato a Ramaddini con Note Nere Syrah DOC Sicilia, mentre Marilina con Flo IGP Terre Siciliane ha conquistato il titolo di Miglior Bianco. Lauretta con Bacio di Rosa è stata premiata come Miglior Rosato, Sissiri con Donna Rosa Passito IGP come Miglior Vino Speciale e Maccari con Saia DOC Sicilia come Miglior Vino Territoriale. A Marino, con Marinè IGP Terre Siciliane, è andato il premio per il Miglior Packaging, grazie all’etichetta realizzata dal grafico pachinese Riccardo Rabbito, mentre Cammisuli con Zizzo IGP Terre Siciliane ha conquistato il riconoscimento per il Miglior Vino Innovativo, grazie all’interpretazione del Nero d’Avola in versione passito.

La Festa ha inoltre allargato il confronto al rapporto tra vino e cucina, richiamando il riconoscimento UNESCO attribuito alla cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità e aprendo un dialogo con Consorzi e Presidi Slow Food. Secondo Guarrasi, la valorizzazione delle produzioni locali passa oggi da una maggiore collaborazione tra mondo vitivinicolo e comparto agroalimentare, costruendo abbinamenti e progetti capaci di raccontare in maniera coordinata la qualità e l’identità della Sicilia. Il legame tra vino e cucina ha trovato una delle sue espressioni nel concorso “La Vendemmia nel Piatto”, vinto da Nadia Angelico di Ispica con il dolce “Vite d’autunno”.

Lo chef Vincenzo Ridolfo, del ristorante Camparia di Marzamemi, ha invece firmato il “Cubo della Vendemmia”, una creazione che unisce uva Nero d’Avola, acciuga, cipolla e mosto in scaglie, trasformando ingredienti fortemente legati al territorio in una proposta contemporanea. Accanto alle degustazioni e ai momenti di approfondimento, non è mancata la componente più popolare della manifestazione. Il Palio della Botte ha riportato al centro le tradizioni rurali, coinvolgendo sette squadre in una sfida di forza, velocità e capacità di controllo. A vincere è stata “La Voga 3”, in gara con la botte della Consulta Giovanile. Le botti utilizzate per la competizione sono state messe a disposizione dal Comune di Pachino, dalla Banca di Credito Cooperativo di Pachino, dalla Consulta Giovanile e dalle cantine Sissiri, Ramaddini e Planeta.

La Festa della Vendemmia 2026 lascia così in eredità non soltanto premi e momenti di spettacolo, ma una prospettiva più ampia sul futuro del territorio. L’obiettivo emerso con maggiore chiarezza è quello di costruire un modello di sviluppo nel quale vino, cucina, mobilità dolce e turismo esperienziale possano procedere insieme, trasformando Pachino e il Sud-Est siciliano in una destinazione capace di raccontarsi attraverso i propri prodotti, i propri paesaggi e le proprie tradizioni. Dal Cammino del Nero Pachino al Palio della Botte, dalle degustazioni alle nuove rotte del turismo lento, la manifestazione ha mostrato come la vendemmia possa diventare non soltanto una festa legata alla stagione, ma un vero strumento di promozione culturale ed economica del territorio.

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