Domenica 25 ottobre, dalle 19, il Palazzo della Dogana ospita Arte Danza Project, Atacama e Borderlinedanza. Dalle fragilità delle neomamme alla società della prestazione, fino a Romeo e Giulietta: la danza esplora il bisogno di riconoscersi e scegliere oltre gli stereotipi.

L’amore sottratto al giudizio degli altri, la maternità vissuta senza idealizzazioni, il corpo sotto la pressione della produttività e la libertà di opporsi al pregiudizio. Sono i temi che attraversano i quattro spettacoli in programma domenica 25 ottobre al Palazzo della Dogana di Atripalda, nell’ambito di RA.I.D. Festivals. La serata riunisce Arte Danza Project, Compagnia Atacama e Borderlinedanza in un percorso che accosta esperienze intime e interrogativi collettivi. Linguaggi e sensibilità differenti, accomunati dalla scelta di affidare al movimento il racconto delle relazioni e delle fragilità umane.

L’apertura, alle 19, è affidata ad “Assioma” di Arte Danza Project, con concept e coreografie di Tiziana Petrone e video di Francesco Maffei. Il titolo richiama una verità che non necessita di dimostrazioni: una condizione alla quale la coreografa accosta l’amore tra due persone, che può esistere senza essere continuamente spiegato, giustificato o sottoposto all’approvazione altrui. A seguire, la stessa compagnia presenta “Puerpera”, coreografia di Petrone interpretata da Nancy Cardascia. Lo sguardo si sposta sulle emozioni che possono accompagnare la nascita di un figlio: accanto alla gioia, la solitudine, il senso di inadeguatezza e il timore di non riuscire a prendersene cura.

 

La performance affronta una dimensione spesso lasciata ai margini della rappresentazione della maternità. Diventare madri emerge come un’esperienza da costruire giorno dopo giorno, attraversata anche da dubbi e paure, lontana dall’idea di una competenza istintiva e immediata. Alle 20 sarà la volta di “L’Ultimo Uomo – Duo” della Compagnia Atacama. Ideazione, coreografia, regia e luci sono firmate da Patrizia Cavola e Ivan Truol; in scena Iris Morello e Nunzia Prisco, sulle musiche originali di Sergio De Vito.

Ispirato a “La società della stanchezza” del filosofo Byung-Chul Han, il lavoro indaga una quotidianità dominata dalla richiesta di risultati e dal dovere di essere sempre efficienti. Il richiamo al mito di Prometeo accompagna una riflessione sull’auto-sfruttamento e sull’esaurimento, ma anche sulla possibilità di recuperare uno spazio interiore attraverso la pausa e il silenzio. La conclusione è affidata a “Romeo & Juliet Project” di Borderlinedanza, riallestimento della creazione di Lindsay Kemp con la direzione artistica di Claudio Malangone e la collaborazione di Daniela Maccari, storica musa e collaboratrice dell’artista britannico.

 

Dieci gli interpreti: Adriana Cristiano, Maite Rogers, Alessia Muscariello, Noemi De Rosa, Sabrina De Luca, Loris Vestuto, Pietro Autiero, Alessandro Esposito, Emanuele Amoroso e Pierfrancesco Vicinanza. A oltre dieci anni dal debutto, il progetto riprende la poetica di Kemp intrecciando danza, mimo, gesto e improvvisazione. Costumi, musiche e pochi oggetti simbolici concorrono alla rilettura della tragedia shakespeariana, nella quale la vicenda dei due amanti assume il valore di una scelta di libertà contro violenza e pregiudizio. “Tutti siamo Romeo, tutte siamo Giulietta” è la frase che ne riassume lo spirito: un invito a riconoscersi nel desiderio di amare e di decidere della propria esistenza. L’ultima tappa di una serata che mette in dialogo quattro modi diversi di abitare il corpo, le relazioni e il presente.

Leave a Reply

  • (not be published)