SABATO 17 FEBBRAIO, ALLE 21, A SALA ICHÒS VA IN SCENA “NELL’ARDORE DELLA NOSTRA CAMERA” DI MASSIMO SGORBANI, CON DONATELLA BUSINI, PER LA REGIA DI PAOLO ORLANDELLI. LA PRODUZIONE È IPAZIA PRODUCTION.

Liberamente ispirata alle Cronache del Viagra, il testo di Sgorbani vede protagonista una donna anziana e malata di artrite, che sola nella camera ardente del defunto marito riesce finalmente a esprimere a voce alta tutto il disprezzo provato nei suoi confronti. Un grido, trattenuto nel tempo verso questo uomo, che è l’espressione del suo rifiuto forte e tagliente verso l’ipocrisia borghese di un tempo non troppo lontano ma ancora oggi attuale.

Un epicedio, una invettiva carnale, un momento di liberazione dalle costrizioni che la protagonista ha subito nella sua vita.

Attraverso le sue parole sono rivelati i segreti di una famiglia bene, la sua, di quello che accadeva nella camera da letto patronale silenziosamente nascosto per anni. Un torrenziale e spudorato sproloquio di fronte alla bara del marito morto.

In questo momento liberatorio la donna parla, sparla, si accanisce verso la società, la religione, mostra l’immenso amore verso il figlio ed esprime l’immensa solitudine provata in tutta la sua vita di moglie, malata e non capita.

Il monologo si conclude con un colpo di scena, una rivelazione finale. E se La Traviata è il punto di partenza delle parole della donna, dopo la rivelazione finale La Traviata può ricominciare. Libera e liberata.

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