Serre intelligenti, nuovi alimenti, piante officinali ed energie rinnovabili: entra nella fase operativa il programma che mette in dialogo startup, ricercatori e studenti. A dicembre la selezione del progetto vincitore davanti a una giuria tecnico-scientifica.

Quaranta team nazionali e internazionali candidati e quattro sfide per trasformare la ricerca in soluzioni applicabili all’agricoltura. Entra nel vivo V.I.T.A. – Vision and Innovation for Technological Agriculture, il programma di Open Innovation promosso da Campus Bio-Medico e Mercedes-Benz Italia, rivolto a startup, ricercatori e studenti universitari. Chiusa la raccolta delle candidature, il percorso passa allo sviluppo delle proposte: dall’impiego dell’intelligenza artificiale nelle serre alla produzione di alimenti innovativi, fino all’estrazione di biomolecole e all’integrazione delle fonti rinnovabili. Il traguardo è fissato a dicembre, quando una giuria tecnico-scientifica selezionerà il progetto vincitore.

La prima giornata di lavoro si è svolta il 22 ottobre nell’Agri Research & Teaching Center, il nuovo polo agro-biotech del Campus Bio-Medico. La struttura riunisce serre tecnologiche, sistemi acquaponici e idroponici, laboratori sperimentali, camere per la crescita delle piante in condizioni controllate e impianti per la produzione sostenibile di energia. I partecipanti hanno incontrato i mentor, presentato i propri gruppi e visitato le infrastrutture, alternando approfondimenti tecnici e confronto operativo. Su questa base lavoreranno a una prima proposta di sperimentazione, in vista del secondo appuntamento previsto a metà novembre.

Il programma si articola in quattro ambiti. “La Serra che Pensa” riguarda l’utilizzo di sensori connessi, gemelli digitali e intelligenza artificiale per rendere la gestione delle coltivazioni più autonoma e predittiva. “Alimentazione sostenibile & Novel Food” punta su colture ad alto valore aggiunto e nuovi alimenti prodotti in ambiente controllato. “La natura aiuta” è dedicata alle piante officinali e all’estrazione di biomolecole per la salute umana. “Energia dell’impianto” affronta invece l’integrazione delle rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalla rete elettrica.

A dicembre i team presenteranno le proposte a una giuria composta da esperti del Campus Bio-Medico, di Mercedes-Benz Italia e da rappresentanti della ricerca e dell’innovazione. Sarà il passaggio conclusivo di un percorso costruito per avvicinare competenze scientifiche, capacità imprenditoriali e sperimentazione sul campo. “La risposta positiva dei team che hanno aderito a V.I.T.A. conferma l’importanza di mettere a sistema ricerca, innovazione ed impresa”, osserva Domenico Mastrolitto, direttore generale di Campus Bio-Medico SpA. Il valore dell’iniziativa, sottolinea, risiede nella solidità dell’approccio scientifico e nella possibilità di tradurre le conoscenze in soluzioni concrete.

 

In questa prospettiva, la collaborazione con Mercedes-Benz Italia punta a favorire il confronto tra università e azienda. “È dall’incontro tra esperienze e prospettive diverse che possono nascere opportunità di sviluppo utili a dare concretezza alle intuizioni e a contribuire al progresso scientifico e tecnologico al servizio delle persone”, afferma Mastrolitto. Per Marc Langenbrinck, presidente e amministratore delegato di Mercedes-Benz Italia, il programma rappresenta anche un investimento sulle nuove generazioni. “Siamo davvero orgogliosi di poter offrire ai giovani una piattaforma in cui sviluppare e mettere a terra progettualità innovative e di valore per la comunità”, dichiara.

Un impegno che Langenbrinck collega alla strategia di beVisioneers, il programma globale con cui l’azienda sostiene giovani impegnati a produrre effetti positivi nelle proprie comunità: “Crediamo che le sfide ambientali e sociali richiedano non solo nuove tecnologie, ma anche nuove prospettive, talento e responsabilità condivisa”. V.I.T.A. si inserisce nel Social Green Masterplan, il percorso con cui il Campus Bio-Medico sta sviluppando un ecosistema dedicato a ricerca, formazione e sostenibilità. La sperimentazione agricola diventa così uno degli ambiti in cui mettere alla prova la collaborazione tra mondo accademico, imprese e territorio.

Instagram: @50k50yrs

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