Più risorse per le Aree Interne, un progetto condiviso per 26 Comuni e la prospettiva dell’Agenzie di Sviluppo Locale. Addabbo: “Cirocco voleva sminuire questo percorso. Ci ha offerto la migliore occasione per raccontarlo”.
La polemica cercava un Distretto da mettere in difficoltà, al contrario ha trovato ventisei Comuni con un percorso da rivendicare, un progetto da realizzare e risultati da rendere pubblici. È questo il bilancio dell’intervento del consigliere comunale di opposizione di Molinara, Rocco Cirocco, al quale il Distretto Diffuso del Commercio Alto Sannio risponde ricostruendo il lavoro svolto per ottenere maggiore attenzione, risorse e prospettive per le Aree Interne. Una risposta che contiene anche un ringraziamento, tutt’altro che rituale: “La sobrietà istituzionale ci aveva suggerito di evitare celebrazioni del nostro lavoro”, dichiara il presidente Giuseppe Addabbo. “Il consigliere di opposizione del nostro Comune ci ha cortesemente liberati da questa remora. Nel tentativo di sminuire il Distretto, ha reso necessario raccontarne i risultati, gli riconosciamo quindi un’efficacia promozionale che, probabilmente, non figurava tra i suoi obiettivi”.
Il merito della vicenda parte da una distinzione che la polemica ha lasciato sullo sfondo, ovvero che il Distretto è uno strumento di cooperazione territoriale. Nasce per dare forza comune a comunità che, isolate, hanno minore capacità di organizzare servizi, sostenere le attività e ottenere ascolto. Il progetto “Borghi in Rete, Commercio e Comunità nell’Alto Sannio. Servizi di prossimità e sviluppo locale” traduce questa funzione in un programma integrato di promozione, innovazione digitale, formazione e qualificazione dei luoghi del commercio. Nei borghi dell’Alto Sannio, la sopravvivenza di un’attività commerciale riguarda la vita stessa della comunità. Una bottega aperta offre un servizio, mantiene relazioni, porta persone in strada. La sua chiusura lascia un vuoto che si misura anche nella quotidianità degli anziani, delle famiglie e di chi continua ad abitare il territorio. Il Distretto lavora su questa realtà, cercando di trasformare la dispersione geografica in collaborazione e la fragilità dei singoli centri in capacità di iniziativa comune.
È una prospettiva che scompare nella divisione delle risorse per ventisei, così come proposta da Cirocco. Quel calcolo restituisce una quota teorica per municipio, non possibile proprio perché non consentito dall’Avviso regionale, anche perché non descrive le attività previste. Nessun assegno da dividere tra campanili, nessuna promessa di ristrutturare ventisei ristoranti; più concretante il progetto organizza servizi e interventi collegati tra loro, e così la metafora delle tovagliette assume il difetto di riferirsi a un progetto immaginario, quello si nella sola “testa” del consigliere di minoranza del Comune di Molinara. “La battuta è pronta; il collegamento con il progetto, purtroppo, manca”, osserva il coordinatore Ignazio Catauro. “Si possono contestare le priorità, i costi, gli strumenti scelti. Ma quando si attribuiscono al Distretto obiettivi che non ha per legge, e non può avere perché vietati, la critica diventa una rappresentazione di inutile e deleteria fantasia. Fa sorridere per un momento e lascia irrisolta la questione che interessa davvero, ovvero quali strumenti mettere a disposizione delle attività e delle comunità. Quello che sta facendo concretamente il Distretto Alto Sannio”.
Gli strumenti sono indicati nell’elaborato esecutivo. La componente economicamente più consistente, pari a 85.095 euro, riguarda la rigenerazione leggera e la qualificazione dei luoghi del commercio: segnaletica, pannelli informativi, elementi identitari, micro-allestimenti, arredi e cura degli spazi. Al marketing territoriale e all’animazione commerciale sono destinati 57.660 euro, comprendenti la Community Expo presso la Fiera di Morcone e diciotto iniziative diffuse. Altri 38.130 euro finanziano un hub digitale, una web app e strumenti di fidelizzazione; 28.365 euro sostengono dodici moduli formativi, per complessive 156 ore. Un programma di diciotto mesi che mette in relazione luoghi fisici, competenze degli operatori e servizi digitali. Di fronte a questi contenuti, la caricatura gastronomica mostra tutti i propri limiti. Dove il progetto costruisce collegamenti, e si cerca una dimensione territoriale; la polemica conta porziuncole che si pensa di far tornare come misure deleterie del singolo campanile. Il rischio politico di questa impostazione è evidente: rendere sospetta proprio quella collaborazione di cui i piccoli Comuni hanno bisogno per superare la propria debolezza.
Anche sulle integrazioni regionali, la ricostruzione del consigliere perde consistenza quando viene restituito il contesto, ovvero le richieste fatte dalla Regione a tutti i Distretti. La documentazione distingue la fase di ammissibilità formale dell’istanza dal successivo percorso verso la concessione del finanziamento e approfondisce attività, costi, tempi e strumenti di verifica. A questi approfondimenti si accompagnano i passaggi deliberativi che la Regione ha richiesto a tutti i Distretti diffusi della Campania: Verbale del Consiglio Direttivo e Delibera del Comune capofila. Le integrazioni vengono dunque spiegate, nella loro natura e nella loro funzione. Presentarle come prova sufficiente di un insuccesso significa far dire alla procedura ciò che serve alla polemica. E l’esordio di Cirocco, che dichiara di non voler conoscere il contenuto della nota regionale, finisce per diventare la parte più rivelatrice del suo intervento. “È una curiosa economia dell’informazione, si rinuncia al documento che chiarisce i passaggi e si abbonda nelle conclusioni”, rileva Catauro. “Il cittadino, però, ha diritto alla ricostruzione completa. Una richiesta di dettaglio esecutivo da parte della Regione, per tutti i DDC non può essere confusa con un verdetto politico. Altrimenti qualsiasi adempimento diventa uno scandalo, purché ci sia qualcuno disposto ad annunciarlo”.
La polemica offre soprattutto l’occasione di ricordare ciò che il Distretto rivendica come risultato del lavoro del presidente Addabbo, del Consiglio direttivo e del Coordinatore nei rapporti con l’assessorato regionale alle Attività produttive. A partire dal riconoscimento delle specificità dei Distretti diffusi rispetto a quelli urbani, tradotto nell’avviso in oltre 50mila euro di maggiore dotazione a favore dei primi. Un risultato che riguarda la capacità di far comprendere alla Regione quanto siano diverse le condizioni del commercio nei territori dispersi delle aree interne. Cui naturalmente appartiene l’Alto Sannio. Il percorso è proseguito con la richiesta avanzata da Addabbo all’allora assessore Marchiello, maturata nel lavoro del Direttivo, per introdurre una premialità destinata alle aree interne. Secondo quanto specificato nello stesso Avviso della Regione Campania, la maggiorazione riferita alle aree SNAI supera per l’Alto Sannio i 150mila euro aggiuntivi che nella seconda fase dovranno essere riconosciuti e rappresenta il riconoscimento più elevato dell’intera regione per un singolo Distretto. “Questi risultati appartengono al territorio”, sottolinea Addabbo. “Sono il frutto di una presenza istituzionale capace di rappresentare bisogni e proporre soluzioni. Ridurre tutto a una battuta significa togliere spazio a ciò che ventisei Comuni stanno costruendo insieme. Il dissenso è legittimo; svalutare opportunità collettive per alimentare una contrapposizione locale è una scelta politica della quale ciascuno risponde”.
Ma la prospettiva più ambiziosa di questo di questo lavoro di progettazione e di programmazione riguarda l’atto di indirizzo adottato dal Consiglio regionale della Campania sul ruolo dei Distretti delle aree interne ricadenti in zone SNAI, riconosciuti come vere e proprie Agenzie di Sviluppo Locale. Il Distretto Alto Sannio rivendica il proprio fondamentale contributo ed in particolare del Direttivo, che insieme ad alcune associazioni di categoria del commercio, è riuscito ad ottenere un passaggio che considera storico per la Campania. Un indirizzo da tradurre nei conseguenti strumenti attuativi, che apre la possibilità di rafforzare il ruolo dei Distretti nell’organizzazione dello sviluppo territoriale. È qui che emerge la distanza tra la dimensione del lavoro e quella della polemica. L’Alto Sannio cerca di dare ai propri borghi una voce riconoscibile e una capacità di iniziativa duratura. La contestazione del consigliere di minoranza di Molinara li riconduce a un conto da dividere e a una metafora da consumare. Il territorio merita una discussione all’altezza delle opportunità che si stanno aprendo.
“Non avremmo scelto una replica per celebrare questo percorso”, conclude Addabbo. “Ma il consigliere ha creato l’occasione e sarebbe stato un peccato sprecarla. Lo ringraziamo per aver reso visibile ciò che voleva oscurare. Il Distretto continuerà a lavorare per tutti i Comuni e per le loro attività, comprese quelle che hanno ben poco da guadagnare da una polemica contro gli strumenti pensati per sostenerle”. Resta così un esito difficile da equivocare, quella che vede il Distretto raccontare il lavoro compiuto e indicare quello che lo attende; l’opinione pubblica dispone di elementi concreti per valutarlo. A Cirocco va riconosciuta la parte che gli è riuscita meglio: aver procurato ai risultati altrui un’attenzione che la discrezione dei protagonisti non avrebbe mai cercato per eccessivo pudore. Un servizio involontario, ma pur sempre un servizio.







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