Si chiude con una sentenza di assoluzione, pronunciata il 21 aprile 2026, una lunga e complessa vicenda giudiziaria che ha coinvolto per oltre quindici anni l’imprenditore di Alvignano Alberico Pacelli.

Un percorso processuale articolato e particolarmente gravoso sul piano umano, nato da un tragico episodio avvenuto all’interno del suo stabilimento, quando un giovane dipendente fu rinvenuto privo di sensi e, nonostante i tempestivi soccorsi e un intervento chirurgico, perse la vita.

Da quel momento si è aperto un iter giudiziario lungo e complesso, caratterizzato da un progressivo mutamento del quadro accusatorio nel corso degli anni, fino all’emersione degli elementi che hanno condotto all’accertamento dell’innocenza dell’imprenditore. Una vicenda che ha inciso profondamente sulla vita personale e professionale di Pacelli, costretto ad affrontare due lunghi giudizi. “All’esito della pronuncia posso finalmente tirare un sospiro di sollievo – ha dichiarato Pacelli –. Sono stati anni difficili e dolorosi. Ho sempre saputo di essere innocente, ma dimostrarlo ha richiesto tempo, sacrifici e il confronto con accuse che nel tempo sono cambiate”.

L’imprenditore ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale della propria famiglia, che lo ha sostenuto durante tutto il percorso, e dei suoi legali di fiducia, gli avvocati Francesca Mastracchio e Luigi Iannettone, che hanno seguito la difesa con determinazione, contribuendo a far emergere la verità processuale.

“Oggi mi sento più sereno – ha aggiunto – nel rispetto del dolore vissuto da tutti”. Con la sentenza di assoluzione si chiude definitivamente una vicenda che la difesa aveva definito, nella propria arringa, come un “caso emblematico di lunga sofferenza giudiziaria”, segnato da anni di incertezza e da un percorso complesso che si è concluso con il pieno riconoscimento dell’estraneità ai fatti contestati.

Leave a Reply

  • (not be published)