L’Osservatorio Findomestic fotografa un 2025 di consumi deboli in Irpinia: meno acquisti di beni durevoli, immatricolazioni di auto nuove in forte contrazione e famiglie che orientano la spesa verso usato, elettrodomestici e telefonia.

La provincia di Avellino chiude il 2025 con una riduzione della spesa per beni durevoli pari al 2,6%, per un totale di 372 milioni di euro. La spesa media per famiglia scende a 2.181 euro, in calo del 2,8% rispetto al 2024. È quanto emerge dall’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic, che conferma un anno di rallentamento per i consumi irpini.

Il settore più colpito è quello delle auto nuove, che registra un crollo del 17% e si ferma a 61 milioni di euro, il dato peggiore tra le province campane. In controtendenza, il mercato dell’usato mostra una lieve crescita: 127 milioni di euro, +0,9%. Anche i motoveicoli risultano in contrazione, con 13 milioni di euro e un -5,8%.

Sul fronte degli acquisti per la casa, il quadro è più articolato: gli elettrodomestici segnano un incremento del 5% (34 milioni), uno dei più evidenti in Campania; i mobili restano stabili a 82 milioni (+0,2%); l’elettronica di consumo cala a 9 milioni (-4,6%); l’information technology cresce leggermente (+0,5%); la telefonia sale del 2,1% raggiungendo 36 milioni.

La provincia si inserisce in un trend regionale di rallentamento: in Campania le auto nuove scendono del 15,1% (680 milioni), mentre la spesa media familiare è di 2.083 euro. Napoli resta il principale mercato con oltre 2 miliardi di euro di spesa, mentre Benevento mostra una tenuta migliore (-1,9%).

Per famiglie e imprese locali, questi numeri hanno ricadute concrete: le concessionarie potrebbero risentire della riduzione della domanda di auto nuove, con effetti su occupazione e servizi; la crescita dell’usato e degli elettrodomestici indica invece una riallocazione della spesa verso beni più accessibili o percepiti come prioritari.

L’economia irpina si trova così davanti a una doppia sfida: sostenere la domanda interna e accompagnare le famiglie in un contesto di consumi più prudenti. Le scelte del 2025 mostrano un comportamento adattivo: rinvio degli acquisti più costosi, attenzione al rapporto qualità‑prezzo e investimenti mirati per la casa e la comunicazione.

Leave a Reply

  • (not be published)