Il 20 luglio al Giardino dell’Orco, tra le luci del tramonto e un palcoscenico immerso nella natura, debutta “Caivano Dreamin’” per il Napoli Fringe 2025. Storia surreale di emigrazione, speranza e leggende improbabili.
Pozzuoli, Giardino dell’Orco — A pochi passi dalle acque silenziose del lago d’Averno, il teatro si reinventa nel verde. Niente più zattera, niente più palco galleggiante. “Teatro (alla deriva) al Giardino” è il nuovo volto di una rassegna che da quattordici anni fa dialogare la scena teatrale con i luoghi dell’anima. Il 20 luglio alle 19:00, nel cuore della natura, prende vita “Caivano Dreamin’”, spettacolo che segna un debutto nazionale e porta in scena sogni di emigranti, fantasia grottesca e un pizzico di magia partenopea.
Il racconto, firmato da Fulvio Sacco, che ne cura regia e interpretazione insieme a Christian Giroso, ci catapulta nella New York del 1926, dove due uomini provenienti da Caivano — il paese che non ti aspetti — si ritrovano con bottiglie di anice e molte speranze in valigia. Sull’etichetta, un topo. E se quel topo fosse diventato… Mickey Mouse? Una provocazione, una favola alternativa, una rivendicazione identitaria nascosta sotto strati di comicità e malinconia.
Accanto agli attori, il coaching artistico di Armando Pirozzi, drammaturgo che ha collaborato con nomi del calibro di Garrone e Civica, e che aggiunge profondità e suggestione al lavoro di Nu’ Tracks. Il debutto si svolge senza luci artificiali, seguendo la dissolvenza naturale del giorno: un teatro al tramonto, con il lago alle spalle e un grande albero, silenzioso e complice, a fare da scenografia vivente.
«Nulla dura in eterno, ma tutto si trasforma», spiega Giovanni Meola, direttore artistico della rassegna per il tredicesimo anno. «Abbiamo voluto spostare la nostra deriva in natura, dentro un luogo che amplifica le parole, i gesti, i silenzi. Il Giardino dell’Orco è un luogo di ascolto, non solo di visione».
La rassegna, nata da un’idea di Ernesto Colutta, prosegue fino al 27 luglio con quattro spettacoli selezionati all’interno del Napoli Fringe Festival, evento che accompagna le celebrazioni dei 2500 anni di Napoli, trasformando la città e i suoi dintorni in un mosaico di performance, musica, danza e arte urbana.
Il cartellone si chiuderà con “La voce a te dovuta” di Ettore Nigro: storia di due gemelle, identiche nell’aspetto ma opposte nello sguardo sul mondo, alle prese con un podcast che cerca di dare potere alla voce femminile. Ma per ora, il sogno parte da Caivano e arriva sul lago d’Averno — con un topo disegnato, un desiderio impossibile e tutta la magia del teatro.








Commenti recenti