C’è una pizza che non si limita a sfamare, ma che racconta. Non una semplice invenzione gastronomica, ma un gesto poetico, un atto politico, un abbraccio universale.

Si chiama “Carmela” e nasce nel cuore pulsante del Pitti Pizza & Friends, dove la farina si mescola alle storie, il mango all’identità, e il chutney di cocco alla memoria. È qui, tra i profumi della piazza e le note che risuonano sul mare, che Salerno ha celebrato la sua vocazione più profonda, quella dell’accoglienza.

La pizza “Carmela” non è solo un piatto, è soprattutto un racconto collettivo, un mosaico di ingredienti portati in dono dalle comunità straniere che abitano il territorio salernitano, coordinate dalla Consulta dei Popoli dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno e dall’Ufficio Migrantes di Antonio Bonifacio. A guidare l’impasto, il pizzaiolo Nunzio Mascolo, che ha trasformato il banco della pizzeria in un laboratorio interculturale. Il nome scelto, “Carmela”, è un omaggio alla tradizione campana e alla pizzaiola scomparsa che ha lasciato un segno indelebile nello staff dell’evento. Ma è anche un nome che affonda le radici nella lingua ebraica, dove significa “giardino”, ovvero un luogo di vita, di incontro, di bellezza.

Gli ingredienti? Un viaggio planetario fatto di farina integrale di grano tenero ucraino, mozzarella di bufala, mango fresco dell’Honduras, chutney di cocco, cipolla rossa caramellata, pepe Penja del Camerun, coriandolo fresco e miele speziato al lime e curcuma, in omaggio allo Sri Lanka. «Il grano ucraino è la terra che nutre, l’Honduras dà frutto, lo Sri Lanka dona aroma e il Camerun radica la memoria» — così è stata raccontata, con la semplicità che solo la verità sa avere.

Ma il Pitti Pizza & Friends non è stato solo un laboratorio del gusto. È stato anche un palcoscenico a cielo aperto, una dichiarazione d’amore alla città. Dal 30 luglio al 3 agosto, Piazza della Libertà si è trasformata in un’arena affacciata sul Mediterraneo, dove le voci più amate della musica italiana hanno celebrato Salerno come luogo dell’anima.

Sal Da Vinci ha aperto con parole che sanno di poesia: «Salerno è il fiore all’occhiello della Campania». Mida ha confermato: «Secondo anno qui, stesso entusiasmo. Salerno non delude mai». Michele Bravi ha scoperto i Giardini della Minerva: «Pura poesia. Salerno mi ha incantato». E poi Gigi Finizio, Marco Masini, Ermal Meta, Clementino, Anna Tatangelo, Aka7even, Alfa, Federica Abbate, Sissi, Gemelli Diversi, I Desideri, Francesco Da Vinci, Senza Cri, Grelmos, Antonia, Cioffi, Luk3, Vincenzo Bles… tutti hanno trovato in Salerno un rifugio, una musa, una casa.

 

«Salerno è una città che canta. E lo fa con l’anima» ha detto Ermal Meta. Clementino ha scherzato: «Pizza, mare e musica. Salerno è la Napoli d’oriente!». I Gemelli Diversi hanno salutato con il cuore pieno: «Torniamo a casa col cuore pieno». Il Pitti Pizza & Friends si conferma così non solo come evento, ma come visione. Un format capace di fondere musica, territorio e cultura in un racconto autentico, appassionante, necessario. E “Carmela” ne è il simbolo: una pizza che insegna, un morso alla volta, che l’incontro tra le diversità può diventare bellezza, memoria e futuro.

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