Lo storico albergo di Palermo, ’Grand Hotel delle Palme’, in attesa dell’inaugurazione, il 1° giugno 2021 ha riaperto, dopo due anni di restauro, mantenendo integro l’ambiente Liberty dell’epoca.

Per l’antico Hotel di Palermo, nella centralissima via Roma, il cavaliere Enrico Ragusa  nel 1907, ordinò all’architetto Ernesto Basile di convertire il ‘Palazzo Ingham’ nel ‘Grande Albergo delle Palme’ divenendo così un Hotel di magnificenza, emblema della’Belle Èpoque’,  frequentato dalla cultura del ‘bel mondo’.

Il Palazzo liberty è stato scenario di numerosi eventi di personalità illustri del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo e non mancarono intrecci di potere e di politica. Gli artisti, tra gli altri, che frequentarono l’Hotel furono: Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Pierre-Auguste Renoir, la soprano Maria Callas, mentre Richard Wagner nel 1881 vi terminò la stupenda composizione del Parsifal.

Il carisma dei grandi Hotel è stato ogni volta avvertito dall’artista Francesco Guadagnuolo, giacché i ricordi degli alberghi storici sono segnati nella sua memoria, per la loro storia, la raffinatezza e la sfarzosità degli arredi.

L’artista ha voluto realizzare un grande dipinto, un omaggio a Palermo, per esprimere alcune delle storie connesse al Grande Albergo ricco di seduzione e mistero.  L’opera di Guadagnuolo richiama alcuni personaggi, è ambientata proprio all’interno dell’Hotel e ripercorre la sua storia attraverso le personalità che hanno contribuito a renderlo uno dei posti in cui la cultura, l’arte moderna e contemporanea hanno conquistato fisionomia persistendo per lunghi anni.

Guadagnuolo intitola il dipinto “Colazione al Grand Hotel delle Palme”, l’atmosfera che si respira è molto emozionante, è come se fosse resa viva una scena, in un momento storico, incentrata in tempi diversi. Il pittore trae dalla storia l’opera tra immaginazione e realtà, trattando gli straordinari personaggi che sono stati al centro della vita di Palermo, che hanno amato l’arte e che hanno avuto tutti un grande amore per la Sicilia. Una riflessione che ci porta a pensare alla storia della Sicilia ed a questi personaggi immersi nelle realtà umane di ciascuno.

Nell’opera pittorica dell’artista, all’interno dello storico Albergo, si raccolgono, artisti che conversano tra di loro, seduti in una tavola imbandita per la prima colazione, con cappuccini e cornetti e con l’immancabile cassata siciliana. Alla sinistra si vede Giorgio de Chirico, accanto Richard Wagner con il suo spartito musicale ‘Parsifal’, al centro il politico Giulio Andreotti amico di alcuni artisti, sulla destra Pierre-Auguste Renoir, che si trovava in villeggiatura nel sud dell’Italia, ed è voluto arrivare a Palermo per immortalare con un dipinto il ritratto di Wagner, accanto a Renoir c’è Renato Guttuso, il pittore della “Vucciria” amico di Giorgio de Chirico e di Giulio Andreotti amante dell’arte, che appartengono alla stessa epoca, in basso al centro Maria Callas, elegantissima con un cappello che fa ricordare il film “Colazione da Tiffany”.

 

Emerge una risorsa d’immaginazione, sentimentalmente coinvolgente, un incontro di uomini, donne, vicende che hanno guidato e caratterizzato la storia della Sicilia dagli esordi del XX sino ad arrivare alle nostre generazioni.

L’opera certamente è transreale per com’è stato concepito lo spazio/tempo che non ha dimensioni disgiunte ma fluenti uno nell’altro. I temi generali, infatti, su cui s’incentra l’opera pittorica e quindi la riconoscibilità del Transrealismo italiano e lo stile di Guadagnuolo sono: tempo, storia, luogo, memoria, quattro grandi concetti incentrati per realizzare “Colazione al Grand Hotel delle Palme”.

Il tempo misurabile deve differire da quello psicologico, in cui l’uomo, l’artista nel suo cammino, è alla ricerca di nuove frontiere da superare. Un tempo, che sia umano, ma anche a volte soprannaturale è consequenziale con l’intensità con cui lo spazio visivo è rivissuto e condiviso.

L’artista riesce ad ideare la scena come viva ed i personaggi esordiscono occupando lo spazio l’uno dell’altro partecipando alla conversazione, così il tempo e lo spazio sono ambedue presenti e comunicativi. Immaginazione ed esistenza, ragione e verità, si conglobano con la storia in un avvicendamento di visioni che Guadagnuolo è riuscito a sviluppare, con abilità, nel comporre nello stesso tempo il complesso dell’opera.

Francesco Guadagnuolo, siciliano, nato a Caltanissetta, artista internazionale che opera tra Roma, Parigi e New York nella sua carriera ha effettuato mostre in diverse città del mondo, conoscendo alte personalità della cultura. Con la sua arte, ha pensato bene di rendere quest’omaggio alla Sicilia e alla città di Palermo, cercando una chiave d’interpretazione e di lettura, che ha espresso attraverso il filtro della sua personalità e la sua sensibilità nei confronti dell’arte e della letteratura, riuscendo ad appassionare intellettuali/studiosi di arte siciliana.

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