
Il sindaco Paolo Fallone ha protocollato una petizione al Parlamento europeo e prepara un dossier tecnico-scientifico in italiano e inglese contro la riapertura del sito di Cerreto a Roccasecca. L’obiettivo è costruire una posizione unitaria dei 91 Comuni della provincia di Frosinone.
La protesta contro la riapertura della discarica Mad di Roccasecca arriva fino a Bruxelles. Il sindaco di San Giovanni Incarico, Paolo Fallone, ha formalizzato una petizione al Parlamento europeo e sta predisponendo un dossier tecnico-scientifico, in italiano e in inglese, per sostenere le ragioni del territorio e costruire una posizione istituzionale unitaria della provincia di Frosinone. Al centro della mobilitazione c’è il sito di Cerreto, a Roccasecca, gestito dalla società Mad e da anni al centro del dibattito ambientale e politico in Ciociaria. L’iniziativa punta a trasformare la contrarietà alla riapertura della discarica in un’azione formale, documentata e rivolta anche alle istituzioni europee, chiamate a valutare le possibili implicazioni ambientali, sanitarie e territoriali della vicenda.
Per Fallone, la protesta non può limitarsi alla piazza. Serve una mobilitazione istituzionale, fondata su atti, dati e documenti tecnici capaci di rappresentare in modo chiaro le preoccupazioni dei comuni e dei cittadini della provincia. Il dossier, redatto in doppia lingua, ha proprio questa finalità: rendere accessibili agli interlocutori europei le informazioni sul territorio, sulla storia della gestione dei rifiuti in provincia di Frosinone e sulle criticità legate all’eventuale riapertura dell’impianto. La discarica di Cerreto è operativa da circa trent’anni e fin dalla sua inaugurazione è stata gestita dalla società Mad. Secondo quanto richiamato nella ricostruzione, metà dei volumi è riservata ai rifiuti della provincia di Frosinone, mentre l’altra metà accoglie utenze esterne. Per i rifiuti prodotti nel territorio provinciale si applica un prezzo più basso stabilito dalla Regione Lazio, elemento che si inserisce nel quadro economico e gestionale dell’impianto.
La mobilitazione promossa da San Giovanni Incarico si lega a una storia complessa della gestione dei rifiuti in Ciociaria. In passato, gran parte dei rifiuti veniva conferita a Malagrotta. La chiusura di quell’impianto impose una riorganizzazione del sistema locale e portò alla costituzione della SAF, società partecipata dai 91 Comuni della provincia, incaricata di gestire lo stabilimento di Colfelice. Una parte dei rifiuti trattati dalla SAF veniva riciclata, mentre la restante quota necessitava di conferimento in discarica. Per questa funzione fu realizzato il sito attiguo in territorio di Roccasecca, affidato a gestione privata.
È in questo contesto che si inserisce la nuova iniziativa di Fallone, che chiama in causa i 91 Comuni della provincia per costruire un fronte comune. L’obiettivo è arrivare a una posizione unitaria contro la riapertura della discarica, rafforzando il peso politico e istituzionale del territorio nei confronti della Regione Lazio e delle autorità europee. La scelta di rivolgersi al Parlamento europeo sottolinea la volontà di portare la questione su un piano sovranazionale, dove potranno essere valutati il rispetto delle normative comunitarie, la compatibilità ambientale dell’impianto e le possibili ricadute sulla qualità della vita delle comunità coinvolte.
Per i cittadini della provincia di Frosinone, la riapertura della discarica rappresenta un tema concreto e sensibile. Le preoccupazioni riguardano gli impatti ambientali, la gestione dei flussi di rifiuti, la tutela della salute e il futuro dei comuni limitrofi all’impianto. La petizione e il dossier tecnico-scientifico intendono quindi fornire una base documentale alla protesta, superando la dimensione puramente politica o emotiva e costruendo una piattaforma di confronto fondata su dati e valutazioni. Nei prossimi giorni la Provincia e i Comuni interessati saranno chiamati a valutare l’iniziativa promossa da San Giovanni Incarico. L’eventuale adesione formale degli enti locali determinerà la forza del fronte istituzionale e potrà orientare le successive interlocuzioni con la Regione Lazio e con Bruxelles.
Resta da capire quali documenti tecnici saranno resi disponibili per la consultazione pubblica e quale sarà la risposta degli altri comuni della provincia. La partita sui rifiuti in Ciociaria si riapre dunque su più livelli: locale, regionale ed europeo. San Giovanni Incarico prova a guidare una mobilitazione che non vuole fermarsi alla denuncia, ma punta a costruire un percorso istituzionale condiviso. La riapertura della discarica Mad, per Fallone e per le comunità contrarie al progetto, non è soltanto una questione impiantistica. È una scelta che riguarda il modello di gestione dei rifiuti, la tutela del territorio e il diritto delle comunità locali a essere ascoltate prima che decisioni di forte impatto vengano assunte sopra le loro teste.






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