
Da Guardia Sanframondi un esempio concreto di prevenzione, volontariato e radicamento civico che in un quarto di secolo ha trasformato l’impegno associativo in un presidio stabile di salute, solidarietà e partecipazione.
Ci sono associazioni che attraversano il tempo limitandosi a custodire la propria storia e altre che, invece, trasformano la memoria in responsabilità quotidiana. È il caso dell’associazione guardiese “Gli Amici del Cuore”, che celebra venticinque anni di attività confermandosi una presenza viva, concreta e profondamente radicata nella comunità di Guardia Sanframondi. Il filo conduttore di questo lungo cammino è riassunto nella formula scelta per l’anniversario, “anni al servizio del prossimo, con il cuore, per il cuore”, che non ha il tono della semplice celebrazione ma quello di un bilancio civile e morale costruito sul valore della prevenzione e della vicinanza alle persone.
Nel messaggio inviato per la ricorrenza, Mario D’Ambrosi, già prefetto di Benevento e socio ad honorem del sodalizio, riconosce all’associazione il merito di aver promosso in questi anni una diffusa cultura della prevenzione delle malattie cardiovascolari, attraverso convegni, appuntamenti scientifici, giornate pubbliche di sensibilizzazione, controlli sanitari e un costante lavoro di informazione sul territorio. Il tratto che emerge con maggiore chiarezza non è soltanto quello dell’attivismo, ma della continuità. In un’epoca in cui molte esperienze associative faticano a superare la soglia dell’entusiasmo iniziale, “Gli Amici del Cuore” hanno saputo consolidarsi, superare difficoltà e ostacoli, e diventare, nelle parole dello stesso D’Ambrosi, “una sicura realtà propositiva a servizio della comunità guardiese”. Il dato forse più significativo non risiede soltanto nella durata, ma nella qualità del lavoro svolto. Il notiziario ricostruisce infatti un percorso fatto di 47 convegni, 39 relatori, 78 relazioni e 24 giornate di prevenzione in piazza, a cui si aggiungono corsi di formazione per l’uso dei defibrillatori e la donazione di quattro dispositivi a realtà del territorio e delle istituzioni, tra cui la Stazione dei Carabinieri di Guardia Sanframondi, la Questura di Benevento, una realtà sportiva locale e la comunità cittadina. Sono numeri che raccontano una pedagogia della salute costruita fuori dagli ospedali e dentro la vita quotidiana, nei luoghi del confronto pubblico, della formazione e dell’incontro diretto con i cittadini.
C’è poi un altro elemento che rende questa esperienza particolarmente rilevante, ed è la capacità di trasformare una missione sanitaria in un fattore di identità collettiva. Nel 2004 Guardia Sanframondi fu insignita del titolo di “Città del Cuore” nell’ambito dell’Anno Internazionale per il Cuore, un riconoscimento che non appare come un episodio isolato ma come il frutto di un lavoro associativo capace di proiettare il paese oltre i confini locali. Nel corso degli anni non sono mancati momenti simbolici e istituzionali di rilievo, dall’udienza del 2003 nella delegazione ricevuta da Giovanni Paolo II fino al dono del Tricolore nazionale da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2022, segni di un cammino che ha saputo coniugare il radicamento territoriale con una crescente autorevolezza pubblica. Anche i gemellaggi con Matera, Grassano di Matera, San Marino e Potenza raccontano questa vocazione alla relazione, che non è semplice protocollo ma costruzione di reti, scambio di esperienze e diffusione di un modello fondato sulla prevenzione come bene comune. In questo senso l’associazione ha mostrato di saper interpretare la salute non come questione individuale, ma come fatto comunitario, legato agli stili di vita, all’informazione, alla responsabilità condivisa e alla capacità di fare sistema con istituzioni e altri soggetti del territorio.
Il messaggio più attuale che viene da questi venticinque anni è forse quello affidato alla frase che chiude il documento celebrativo, “la prevenzione non è un costo, ma un investimento a rischio zero e ad elevato rendimento”. È una sintesi efficace, quasi programmatica, che restituisce il senso più profondo di una presenza associativa capace di anticipare bisogni, di costruire cultura sanitaria e di parlare anche alle nuove generazioni. Non a caso, nel suo intervento, D’Ambrosi invita il sodalizio a guardare avanti, puntando su progetti innovativi e su iniziative rivolte ai giovani, indicati come i veri protagonisti del domani. In un tempo segnato da nuove fragilità sociali e da profondi cambiamenti tecnologici, la storia de “Gli Amici del Cuore” dimostra che la prossimità, quando è organizzata, competente e perseverante, può diventare una forma alta di servizio pubblico. E che anche in un piccolo centro del Sannio si può costruire, con costanza e visione, un presidio civico capace di lasciare un segno concreto nella vita di una comunità.









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