Dal 5 all’8 novembre a Verona, due padiglioni ospitano “La Sicilia al passo”. Il programma collega il Cammino di San Giacomo, la Tenuta Ambelia e le riserve naturali, con incontri scientifici, laboratori per le scuole ed esperienze dedicate al rapporto con gli animali.

Un cammino di 130 chilometri attraverso dieci Comuni, progetti educativi con gli asini e iniziative per la salvaguardia degli equidi autoctoni. La Sicilia arriva a Fieracavalli, dal 5 all’8 novembre a Verona, con una proposta che mette in relazione patrimonio rurale, turismo sostenibile e partecipazione delle comunità. “La Sicilia al passo” è il tema scelto dalla Regione Siciliana per le attività promosse dall’assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea e dal Dipartimento dello Sviluppo rurale e territoriale. Gli spazi nei padiglioni 1 e 4 accoglieranno quattro giornate di convegni, divulgazione e appuntamenti per il pubblico.

“A Fieracavalli portiamo una Sicilia che investe sul proprio patrimonio rurale per creare nuove opportunità di sviluppo”, dichiara il vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura Luca Sammartino. La partecipazione punta, sottolinea, a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, comunità e imprese, restituendo centralità alle aree interne. Il primo incontro istituzionale si terrà giovedì 5 novembre alle 12.30, nel padiglione 4. Il convegno “La Sicilia che riparte a passo lento – 130 chilometri per riscoprire le strade antiche dell’Isola” sarà dedicato al Cammino di San Giacomo, da Caltagirone a Capizzi.

L’itinerario attraversa dieci Comuni ed è al centro di un progetto pilota che collega pellegrinaggio, accoglienza, produzioni agricole e artigianato. È annunciata la partecipazione del presidente della Camera Lorenzo Fontana, di Sammartino e dei rappresentanti delle amministrazioni coinvolte. Venerdì 6 novembre, alle 11, il programma affronterà il rapporto tra mondo equestre e inclusione con “La Tenuta Ambelia tra storia e cultura e l’evoluzione degli Interventi assistiti con gli animali”. L’incontro, promosso dal commissario dell’Istituto Incremento Ippico per la Sicilia Ignazio Mannino, vedrà i contributi di Salvatore Bordonaro, docente dell’Università di Catania, e Laura Contalbrigo, dirigente veterinario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Alle 12.30 seguirà “Pantelleria Asinabile”, confronto sulla valorizzazione del patrimonio agricolo, zootecnico e naturale dell’isola. Interverranno rappresentanti del Parco nazionale, degli istituti regionali, dell’università e del mondo produttivo, tra cui il presidente del Parco Italo Cucci, il direttore Carmine Vitale e Salvatore Mastrangelo, docente dell’Università di Palermo. Sempre venerdì, alle 14, è prevista la conferenza del Comitato promotore per il riconoscimento UNESCO delle arti, tradizioni e culture equestri italiane.

Sabato 7 novembre, alle 11, il convegno “Un passo dentro la natura – La Sicilia riscopre il valore delle sue riserve”, moderato dal giornalista Diego Caltabiano, approfondirà le opportunità di visita e valorizzazione del patrimonio naturalistico. Alle 13, l’incontro “Caratterizzazione e salvaguardia degli equidi autoctoni in Sicilia” sarà dedicato alla conoscenza e alla conservazione delle razze locali, con il contributo degli istituti regionali e dell’Università di Catania.

Nel padiglione 1, “Il Borgo dell’Asino” affiancherà agli approfondimenti un programma di laboratori, rappresentazioni teatrali e attività esperienziali rivolte anche alle scolaresche. I percorsi immersivi richiameranno boschi, riserve e sentieri siciliani, mentre iniziative come “The Donkey Teacher Experience” e “Funkey Game Experience con gli Asini” accompagneranno i visitatori nella conoscenza degli animali. Ogni giorno alle 17 è inoltre prevista l’esibizione di due cavalli purosangue orientale dell’allevamento della Tenuta Ambelia, appartenente all’Istituto Incremento Ippico della Sicilia. La presenza a Verona propone così una lettura del territorio che collega conservazione e attività rurali. Cammini, allevamento, accoglienza e formazione diventano ambiti sui quali costruire collaborazioni e nuove occasioni di sviluppo per le comunità siciliane.

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