UNA MISURA A COSTO ZERO CHE POTREBBE CONTRASTARE L’AUMENTO DEL COSTO DELLA VITA E NEL CONTEMPO PERMETTERE ALLE IMPRESE DI ASSUMERE GIOVANI LAVORATORI.

Sul tema che scotta per tutto il mondo delle imprese, e diventato di estrema attualità, quello dell’eccessiva tassazione del costo del lavoro, interviene il presidente di Unimpresa Irpinia Sannio Ignazio Catauro:  «Detassare in modo significativo gli aumenti delle retribuzioni concordate tra sindacati ed associazioni di categoria a seguito dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro, potrebbe significare frenare la crescita in modo insostenibile dei costi aziendali”.

Ricordiamo che gli aumenti dei salari sono importanti per contrastare il caro-vita e quindi per sostenere i consumi, ma, considerando che l’inflazione colpisce significativamente anche le imprese che pagano gli stipendi, l’effetto potrebbe essere quello di una contrazione delle assunzioni di nuovi addetti, soprattutto nelle micro e piccole imprese.

“Ancora più preoccupante – sottolinea il presidente Catauro – potrebbe rivelarsi l’effetto sulle piccole imprese dei nostri territori, che ricordiamolo per il 96 % è costituito da micro imprese, quelle per capirci che non arrivano a 10 addetti complessivi. Per evitare conseguenze devastanti sul tessuto imprenditoriale delle nostre aree interne – continua il presidente Catauro – è essenziale introdurre incentivi fiscali con l’obiettivo di non far crescere in maniera insostenibile i costi aziendali. Si tratterebbe di misure a costo zero per le casse dello Stato che, anzi, produrrebbero effetti positivi per il gettito fiscale sia attraverso le imposte indirette, basi pensare all’Iva sui consumi quotidiani, sia alle imposte dirette pagate dalle imprese e dalle partite Iva, cioè Ires e Irpef”.

A sostegno di questa presa di posizione l’esponente di Unimpresa richiama la presa di posizione del Governatore della Banca d’Italia, secondo il quale la spirale salari-prezzi è ormai un rischio esiguo. Tuttavia, il quadro macroeconomico, internazionale e italiano, presenta ancora elementi di grande incertezza e l’assenza di indicazioni chiare sul costo del denaro da parte della Banca centrale europea, di cui lo stesso Panetta è membro fondamentale, non consentono agli operatori economici di programmare con serenità il futuro.

“Il particolare momento di affanno – sostiene il presidente di Unimpresa Irpinia sannio – che vivono soprattutto le imprese dei settori Commercio e Servizi delle aree interne dell’Irpinia e del Sannio, deve preoccupare tutti, anche le istituzioni locali. Una ripresa economica duratura – conclude Catauro – e significativa per le Aree interne, con livelli auspicati, può essere raggiunti solo con una accorta politica locale di sostegno alle micro imprese del territorio. In questa direzione gli stessi Comuni possono fare la loro parte, in primo luogo rivedendo al ribasso le imposte locali  che siano meno restrittive di quelle attuali”.

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