Fino al 26 agosto la Fiera di Rimini ospita l’appuntamento promosso dal mondo di Comunione e Liberazione. Tema dell’anno l’ultimo verso della Divina Commedia, “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. In programma oltre 150 incontri, 13 mostre, 13 spettacoli e la partecipazione di 3.300 volontari.

Si è aperta oggi, venerdì 21 agosto, la 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, la manifestazione culturale che ogni anno, a fine estate, trasforma la Fiera di Rimini in un grande spazio di confronto internazionale tra politica, società, economia, fede, arte e scienza. L’edizione 2026 proseguirà fino a mercoledì 26 agosto e si annuncia come una delle più rilevanti degli ultimi anni, anche per la presenza di Papa Leone XIV, atteso nel pomeriggio di sabato 22 agosto. Il titolo scelto per questa edizione è “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, l’ultimo verso della Divina Commedia. Una citazione che diventa il filo conduttore di un programma costruito attorno a una domanda centrale: quale forza può ancora generare incontro, fiducia e futuro in un tempo segnato da guerre, solitudini, fratture sociali e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide? Il Meeting prova a rispondere mettendo insieme testimonianze, dialoghi, mostre e spettacoli, con l’obiettivo di leggere il presente senza rinunciare alla possibilità di una speranza condivisa.

I numeri confermano la crescita della manifestazione. Gli spazi complessivi raggiungono i 140mila metri quadrati, con un incremento del 16% rispetto al 2025. Sono previsti oltre 150 convegni con circa 500 relatori italiani e internazionali, 13 mostre, 13 spettacoli, 12mila metri quadrati di aree espositive e 6mila posti a sedere nell’area ristorazione. Tra le novità più significative c’è il Grand Auditorium da 10mila posti, realizzato nei padiglioni B7-D7 anche in vista dell’intervento del Pontefice. Ingresso e parcheggi restano gratuiti. Il momento più atteso sarà la visita di Papa Leone XIV, prevista sabato 22 agosto. Il Pontefice raggiungerà la Fiera di Rimini, incontrerà il pubblico nel Grand Auditorium e presiederà una Messa per la città e per l’intera diocesi. Una presenza che assume un forte valore simbolico: non accadeva dai tempi di Giovanni Paolo II, oltre quarant’anni fa, che un Papa visitasse personalmente il Meeting.

L’apertura della manifestazione è stata affidata a un incontro dal forte impatto umano e spirituale. Alle 12 di venerdì 21 agosto sono intervenute Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel, il sacerdote ucciso nell’attentato di Saint-Étienne-du-Rouvray nel 2016, e Nassera Kermiche, madre di uno degli attentatori. Due donne segnate dallo stesso dolore, vissuto da fronti opposti, che hanno scelto di incontrarsi e raccontare un percorso di fraternità, riconciliazione e speranza.

A introdurre l’edizione è arrivato anche il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha richiamato la necessità di “costruire orizzonti di umanità in un tempo di guerre scellerate”. Un passaggio che si inserisce pienamente nel cuore tematico del Meeting 2026, chiamato a interrogarsi sulle condizioni di una convivenza possibile in una stagione attraversata da conflitti e paure. Il programma affronterà alcuni dei grandi nodi dell’attualità. Pace e geopolitica saranno al centro di diversi incontri, con particolare attenzione alla libertà religiosa, alle persecuzioni, ai conflitti e ai processi di radicalizzazione. L’Europa sarà protagonista nell’ultima giornata con la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola e il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto, impegnati in sessioni dedicate a coesione territoriale, competitività e futuro dell’Unione.

Spazio anche a lavoro, giovani e demografia, con l’incontro “Talenti in cerca di futuro” e la partecipazione della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie saranno affrontate non solo come tema tecnico, ma anche nella loro incidenza sulle relazioni umane, sull’amore, sulla libertà e sulla costruzione del futuro. Nel calendario trovano posto inoltre sanità, sviluppo, innovazione e responsabilità sociale. Accanto ai convegni, il Meeting propone un ampio percorso culturale fatto di mostre fotografiche, scientifiche e storiche, spettacoli musicali, teatro, danza e concerti serali. Tra gli appuntamenti anche il Meeting Music Contest e la presenza di artisti come Giovanni Caccamo. Confermata l’attenzione alle famiglie e ai più giovani, con il Villaggio Ragazzi e un ricco programma sportivo che include tornei di calcio a 5, pallavolo, basket, scuole di pallavolo e pallamano.

Come sempre, il cuore organizzativo della manifestazione è rappresentato dai volontari. Quest’anno sono 3.300, in gran parte giovani, provenienti da tutta Italia e dall’estero, impegnati nell’allestimento, nella gestione quotidiana e poi nello smontaggio dell’intera struttura. Una presenza che resta uno dei tratti identitari del Meeting fin dalla sua nascita, nel 1980. La 47ª edizione si apre dunque con l’ambizione di tenere insieme grandi domande e vita concreta, pensiero e testimonianza, istituzioni e popolo. In un tempo frammentato, il Meeting di Rimini sceglie di ripartire da Dante e dall’amore come forza capace di muovere il mondo. Non una formula astratta, ma una sfida culturale e umana: cercare ciò che può ancora generare legami, fiducia e futuro.

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