Il Premio Internazionale consolida la candidatura UNESCO della Laguna dello Stagnone. Cultura, istituzioni, enoturismo ed eccellenze italiane insieme per raccontare uno dei luoghi simbolo del Mediterraneo.
Ci sono luoghi che appartengono alla geografia, e altri che appartengono alla memoria collettiva. Mozia è uno di questi. Un’isola sospesa tra archeologia, natura, vino e storia, dove il Mediterraneo racconta ancora oggi le sue radici più profonde. È proprio da questo straordinario patrimonio che ha preso forma la terza edizione del Premio Internazionale Mozia, manifestazione che negli anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel panorama culturale nazionale, trasformandosi in uno strumento di promozione territoriale e diplomazia culturale. L’edizione 2026 ha confermato questa crescita registrando una significativa presenza istituzionale, con la partecipazione del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, del commissario e del direttore dell’Istituto Regionale dell’Olio e del Vino, Giusi Mistretta e Vito Bentivegna, a testimonianza dell’attenzione riservata a un progetto che punta a valorizzare uno dei paesaggi culturali più affascinanti del Mediterraneo. Il Premio nasce dalla collaborazione tra la Strada del Vino Marsala, la storica testata Il Vomere, grazie all’intuizione della giornalista Rosa Rubino, e la Fondazione Whitaker, dando vita a un’iniziativa che unisce cultura, territorio e promozione internazionale. Un percorso che, anno dopo anno, ha saputo superare i confini regionali fino a diventare una delle manifestazioni più rappresentative della Sicilia contemporanea. L’obiettivo va ben oltre la celebrazione delle personalità premiate. Il vero protagonista è infatti il territorio. Ogni riconoscimento conferito trasforma il premiato in un ambasciatore ideale di Mozia e della Laguna dello Stagnone, contribuendo a diffondere nel mondo la conoscenza di un luogo che ambisce al riconoscimento come Patrimonio Mondiale UNESCO.
«Siamo qui per rafforzare il valore strategico di Mozia e della Laguna dello Stagnone di Marsala», ha sottolineato il direttore dell’IRVO, Vito Bentivegna. «L’iniziativa premia i talenti che diventano ambasciatori di un territorio unico: da secoli qui prolifera un patrimonio culturale, archeologico e paesaggistico di rilievo internazionale. Vogliamo incoraggiarne il percorso verso il riconoscimento UNESCO di questa perla dell’enoturismo nel cuore del Mediterraneo». Parole che fotografano perfettamente il significato assunto oggi dal premio. Non più soltanto una cerimonia celebrativa, ma uno strumento di promozione integrata capace di mettere in relazione istituzioni, cultura, economia e turismo.
Anche la commissaria dell’IRVO, Giusi Mistretta, ha evidenziato come il Premio rappresenti un tassello fondamentale della strategia regionale di valorizzazione delle eccellenze siciliane. «Il Premio Internazionale Mozia si conferma un’iniziativa di alto valore culturale e promozionale, per il contributo che offre alla valorizzazione del patrimonio enologico siciliano e al rafforzamento dell’identità dei territori. L’IRVO continuerà a sostenere iniziative che mettano al centro produzione, cultura e turismo, rafforzando il legame tra eccellenze agroalimentari e sviluppo territoriale». Proprio l’enoturismo emerge infatti come uno dei temi centrali dell’edizione 2026. Sempre più riconosciuto come leva strategica per lo sviluppo economico, il turismo del vino rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per raccontare un territorio attraverso esperienze autentiche capaci di integrare produzione agricola, patrimonio storico, paesaggio e accoglienza.
In questo scenario la Sicilia occupa una posizione privilegiata. I suoi vigneti storici, le cantine, la tradizione del Marsala e la ricchezza paesaggistica dello Stagnone costituiscono un patrimonio unico che negli ultimi anni ha conquistato crescente attenzione da parte del turismo internazionale. Il presidente della Strada del Vino Marsala, il notaio Salvatore Lombardo, ha ricordato come il successo della manifestazione sia il frutto di una progettualità costruita nel tempo. «Il Premio Internazionale Mozia cresce ogni anno e supera ormai i confini della Sicilia. Questo risultato è stato possibile grazie al sostegno dell’IRVO, che fin dall’inizio ha creduto nella nostra visione. Da sempre lavoriamo per promuovere il territorio attraverso due pilastri fondamentali: valorizzare le eccellenze italiane e sostenere concretamente il percorso di candidatura UNESCO di Mozia e della Laguna dello Stagnone. Luoghi così delicati e straordinari meritano il riconoscimento ufficiale come Patrimonio dell’Umanità». L’edizione 2026 ha premiato undici personalità provenienti da mondi profondamente diversi ma accomunate dall’eccellenza professionale e dall’autorevolezza del loro percorso umano.
Dal giornalismo alla cultura, dalla ricerca scientifica allo sport, dalla televisione alla diplomazia internazionale, il comitato scientifico ha individuato figure capaci di rappresentare il meglio dell’Italia contemporanea. A ricevere il riconoscimento sono stati Aldo Cazzullo, editorialista del Corriere della Sera; Annalena Benini, direttrice del Salone Internazionale del Libro di Torino; la campionessa olimpica Arianna Fontana; il direttore del TG2 Antonio Preziosi; la direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta; il cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria; l’attore Claudio Gioè; la scienziata Domenica Lorusso; la giornalista e conduttrice Eleonora Daniele; Marco Morricone, imprenditore e promotore culturale, figlio del maestro Ennio Morricone; e Sara Vinci, capitano della Marina Militare e tra le prime donne al comando di una fregata FREMM.
Undici percorsi differenti che, attraverso il Premio, entrano simbolicamente a far parte della storia di Mozia, diventando testimoni di un patrimonio che appartiene non soltanto alla Sicilia ma all’intero Mediterraneo. A suggellare la cerimonia è stato un momento fortemente simbolico. Tutti i premiati sono stati invitati sul palco per un brindisi corale sulle note del celebre “Libiamo ne’ lieti calici” della Traviata di Giuseppe Verdi. Un omaggio al Vino di Marsala e alle Terre d’Occidente che ha sintetizzato perfettamente lo spirito della manifestazione: unire cultura, istituzioni, arte, tradizione ed eccellenze produttive in un’unica grande narrazione identitaria.
La partecipazione del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e del presidente della Regione Renato Schifani ha ulteriormente rafforzato il valore nazionale dell’iniziativa, confermando come la valorizzazione dei territori passi sempre più attraverso eventi capaci di coniugare promozione culturale, sviluppo economico e turismo esperienziale. Il Premio Internazionale Mozia si conferma così non soltanto una celebrazione delle eccellenze italiane, ma uno strumento concreto di diplomazia culturale. Un progetto che racconta come un piccolo lembo di terra immerso nella Laguna dello Stagnone possa diventare il simbolo di una Sicilia che investe sulla propria identità, sulla qualità dei suoi paesaggi e sulla forza della propria storia per costruire nuove opportunità di crescita, con lo sguardo rivolto al prestigioso traguardo del riconoscimento UNESCO.






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