È STATO INAUGURATO L’AMBULATORIO DI MEDICINA DI GENERE “MADONNA DELLA STELLA” ALL’INTERNO DEL PRESIDIO “SAN GIOVANNI DI DIO” DI ADELFIA.

Unico nella Città Metropolitana di Bari, arricchisce l’offerta della struttura che da oltre cinque anni eroga servizi di recupero e riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche, sensoriali o miste, in convenzione con la ASL Bari.

L’ambulatorio, attivo da venerdì 8 marzo, Giornata Internazionale della Donna – “ribalta una concezione di studio e approccio alla salute prettamente androcentrico” – come ha sottolineato Laura Belinda Rizzo, Direttore Sanitario del Presidio “San Giovanni di Dio” – “offrendo prestazioni che posseggono il valore aggiunto di ricevere fin dall’inquadramento diagnostico e terapeutico, uno specifico indirizzo personalizzato a partire dal genere. Oltre alle patologie specifiche che possono interessare differentemente l’uomo e la donna (es. linfedema post mastectomia- linfedema post prostatectomia), lo stesso approccio a condizioni neurologiche, reumatologiche e ortopediche può e deve essere adeguato in nuovi protocolli di trattamento e supporto”.

In senso più ampio, la definizione di “Medicina di Genere” identifica una dimensione di cura che analizza quanto le differenze biologiche (basate sul sesso), socioeconomiche e culturali (basate sul genere) possano influenzare la salute delle persone. Si tratta, dunque, di un approccio nella definizione dei percorsi di prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie che non può prescindere da un complesso intreccio di fattori, sempre più disegnato sull’evidenza di manifestazioni cliniche condizionate dal sesso e dal genere.

Al taglio del nastro ha preso parte il sindaco di Adelfia, Giuseppe Cosola, che ha voluto rimarcare come “grazie al Presidio “San Giovanni di Dio”, con cui l’Amministrazione comunale ha avviato un percorso significativo di collaborazione, Adelfia si arricchisca di un ulteriore servizio per l’intero territorio: è un lustro per il nostro paese e un fiore all’occhiello per il sistema sanitario regionale”.

“Il nostro è un gesto concreto a sostegno di tutta la popolazione femminile che ben si inserisce nel percorso di crescita della nostra struttura. I numeri lo confermano: le donne rappresentano oltre il 70% del personale” – ha aggiunto Raffaele Pio De Nittis, General Manager Scs “San Giovanni di Dio” – “lieto per l’ampia partecipazione di cittadini, pazienti ed ex pazienti, alla cerimonia di questa mattina. Sono certo che il percorso di collaborazione con la ASL Bari stia dando i propri frutti, in special modo alla risposta al fabbisogno di salute degli abitanti della Città Metropolitana di Bari”.

I pazienti dell’ambulatorio Madonna della Stella, potranno usufruire di prestazioni specialistiche ambulatoriali convenzionate con il SSN (ex art 26). “Nell’ambito di un moderno approccio alla Sanità, non intendiamo il nostro lavoro semplicemente come un “guarificio’, cioè come un luogo in cui si praticano meramente terapie per guarire il paziente dal punto di vista tecnico-formale” – ha affermato Marco Bonerba, Direttore della Struttura di Riabilitazione di Adelfia – “Intendiamo migliorare sempre e cercare nuovi approcci alla medicina”. Nell’ambito di questa vision aziendale, il Presidio ‘San Giovanni di Dio’, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, ha deciso quindi di unire due momenti: un momento simbolico ed uno istituzionale”.

“Il momento simbolico è stato rappresentato dall’inaugurazione della panchina rossa all’ingresso della struttura” – ha concluso Bonerba – “con l’indicazione del numero telefonico anti-violenza a rafforzare la funzione sociale che di fatto riveste il nostro ospedale, con i suoi 60 posti letto e le attività ambulatoriali. La cerimonia ha assunto, poi, una veste istituzionale con l’inaugurazione dell’Ambulatorio di Medicina di Genere, in un settore medico-sanitario non particolarmente attenzionato da questo approccio in cui noi ci sentiamo innovatori e, con certezza, siamo gli unici ad offrire questo servizio in Terra di bari”.

Le poesie, suggerite dal dottor Sergio Meledandri e declamate dal personale infermieristico femminile, e le note del violino del maestro Fabrizio Signorile hanno regalato emozioni e aggiunto solennità all’evento.

La scelta dell’intitolazione alla Madonna della Stella nasce da una leggenda: si narra che intorno all’anno mille Stella Beatrice, nipote di un cavaliere seguace di Roberto il Guiscardo, si stabilì ad Adelfia e si ammalò gravemente. Il marito della donna invocò la benevolenza della Madonna che si manifestò nella guarigione e da quel momento ebbe inizio il culto della Vergine, accompagnandone il nome a quello della bambina. Una leggenda che identifica metaforicamente la concezione femminile di cura, affidando la guarigione di una donna (Stella Beatrice) ad un’ altra donna (la Madonna).

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