
Greco (S.I.d.R.), vivere più a lungo non significa poter generare più a lungo
La maggiore aspettativa di vita rappresenta senza dubbio uno dei traguardi più significativi della società contemporanea, ma non coincide automaticamente con un’estensione della fertilità. È questo il punto centrale dell’intervento di Ermanno Greco, presidente della Società Italiana della Riproduzione e docente di Ginecologia e Ostetricia all’Università UniCamillus di Roma, ospite del programma Radio2 InForma su Rai Radio2. Secondo Greco, esiste una distinzione fondamentale tra età anagrafica ed età biologica del sistema riproduttivo. Se da un lato l’uomo vive più a lungo, dall’altro la capacità riproduttiva segue un percorso indipendente e inevitabilmente limitato nel tempo. In particolare, la fertilità femminile subisce un progressivo declino con l’avanzare dell’età, legato alla riduzione del numero di ovociti e al deterioramento della loro qualità. Un processo naturale e irreversibile, per il quale, allo stato attuale, non esistono terapie realmente efficaci in grado di rallentarlo.
In questo contesto, le tecniche di procreazione medicalmente assistita rappresentano un supporto importante, ma non una soluzione universale. La loro efficacia, infatti, dipende fortemente dall’età della donna e dalla qualità degli embrioni. Le tecnologie oggi disponibili consentono di selezionare embrioni cromosomicamente sani, aumentando così le probabilità di successo e riducendo il rischio di insuccessi legati ad anomalie genetiche. Un approccio che permette di compensare, almeno in parte, il cosiddetto “fattore età”. Accanto alla fertilità femminile, anche quella maschile assume un ruolo determinante. La qualità del liquido seminale non è soltanto un indicatore della capacità riproduttiva, ma rappresenta anche un importante segnale dello stato generale di salute dell’uomo. Alterazioni nei parametri seminali possono infatti essere correlate a patologie più ampie, tra cui malattie cardiovascolari o tumori del testicolo.
Il sistema riproduttivo, dunque, si configura come una vera e propria “spia” del benessere complessivo. Da qui l’importanza della prevenzione e del monitoraggio attraverso esami specifici, come lo spermiogramma, che consentono non solo di valutare la fertilità, ma anche di ottenere indicazioni preziose sullo stato di salute generale. Il messaggio che emerge è chiaro, la longevità è un valore, ma non può essere considerata sinonimo di fertilità prolungata. Informazione, consapevolezza e prevenzione restano strumenti fondamentali per affrontare in modo responsabile il tema della salute riproduttiva.








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