
TELEMEDICINA, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E PROSSIMITÀ AL CENTRO DEL CONFRONTO PROMOSSO DALL’ASSOCIAZIONE “SALUTE & TERRITORIO”. STUDENTI, ESPERTI E ISTITUZIONI A DIBATTITO SULLA NUOVA SANITÀ DELLE AREE INTERNE
Come garantire cure sempre più efficaci, accessibili e vicine ai cittadini in un Paese che invecchia e in territori spesso lontani dai grandi poli ospedalieri? È la domanda che ha guidato il confronto promosso dall’Associazione “Salute & Territorio” presso l’Auditorium dell’Istituto Superiore “Carafa-Giustiniani” di Cerreto Sannita, in occasione della presentazione del volume “L’assistenza territoriale oltre il PNRR. Missione salute: prossimità, innovazione, equità”.
Un appuntamento che ha riunito istituzioni, professionisti della sanità, mondo accademico e studenti per riflettere sulle sfide che attendono il sistema sanitario italiano dopo la stagione degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Al centro del dibattito la necessità di trasformare le innovazioni introdotte negli ultimi anni in modelli strutturali e permanenti, capaci di garantire servizi sanitari efficienti anche nelle aree interne e nei piccoli centri.
L’iniziativa ha rappresentato anche un significativo momento di incontro tra scuola e sanità, arricchito dagli intermezzi musicali degli studenti del Liceo Musicale, protagonisti di una giornata che ha posto le nuove generazioni al centro della riflessione sul futuro del welfare e dell’assistenza. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dei dirigenti scolastici Giovanna Caraccio, dirigente dell’IIS “Carafa-Giustiniani”, e di don Alfonso Luigi Salomone, dirigente del Liceo Classico “Luigi Sodo”, insieme ad Alfredo Lavorgna, presidente dell’Associazione “Salute & Territorio”, promotrice dell’iniziativa. Proprio Lavorgna ha richiamato l’attenzione sulla necessità di considerare l’innovazione come uno strumento di inclusione sociale e non soltanto di progresso tecnologico.
“Come Associazione ‘Salute & Territorio’ sosteniamo da sempre che la vera innovazione non è solo tecnologica, ma sociale: dobbiamo garantire che un anziano che vive in un comune isolato della Valle Telesina riceva la stessa qualità di assistenza di chi abita in città. Questo dibattito dimostra che il territorio non è la periferia del sistema sanitario, ma il suo nuovo centro. La sfida di oggi è far sì che l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione diventino strumenti di equità e non nuove barriere”. Il cuore dell’incontro è stato rappresentato dalla presentazione del volume dedicato ai nuovi modelli di assistenza territoriale. A introdurne contenuti e prospettive è stata Gianfranca Ranisio, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha illustrato come il concetto di prossimità rappresenti oggi uno degli elementi strategici per il futuro della sanità pubblica.
L’obiettivo, infatti, è quello di costruire un sistema in grado di portare le cure sempre più vicino alle persone, riducendo la necessità di spostamenti verso gli ospedali e valorizzando strumenti innovativi come la telemedicina, il monitoraggio remoto dei pazienti e le nuove piattaforme digitali di assistenza. Particolarmente significativa è stata la partecipazione degli studenti, che hanno animato il dibattito con numerose domande rivolte ai relatori, mostrando interesse e consapevolezza rispetto alle opportunità e alle criticità legate all’introduzione delle nuove tecnologie in ambito sanitario.
Grande attenzione ha suscitato l’intervento di Tiziana Spinosa, Direttore Generale dell’ASL Benevento, che ha illustrato il percorso intrapreso dall’azienda sanitaria sannita per dare concreta attuazione ai nuovi modelli organizzativi previsti dalla riforma dell’assistenza territoriale. Dalle Case della Comunità alle Centrali Operative Territoriali, fino all’integrazione tra servizi sanitari e sociali, il Sannio si candida a diventare un laboratorio avanzato di innovazione sanitaria. A fornire una visione nazionale e prospettica è stato Sergio Pillon, responsabile dell’Associazione Italiana Sanità Digitale e Telemedicina e tra i massimi esperti italiani del settore. Nel suo intervento ha evidenziato come l’intelligenza artificiale, i sistemi di monitoraggio a distanza e le piattaforme digitali possano rappresentare strumenti decisivi per migliorare la qualità delle cure, ridurre i ricoveri impropri e garantire assistenza continua soprattutto nelle aree più periferiche e meno servite.
Pillon e Spinosa hanno quindi risposto ai numerosi quesiti posti dagli studenti, affrontando temi che spaziano dall’affidabilità degli algoritmi alle opportunità offerte dalla medicina personalizzata, fino al rapporto tra innovazione tecnologica e centralità della relazione umana tra medico e paziente. Le conclusioni sono state affidate a Crescenzo Simone, responsabile di Samnium Medica e co-curatore del volume, che ha sintetizzato i principali spunti emersi durante il confronto, sottolineando come il successo della transizione digitale in sanità dipenderà dalla capacità di coniugare innovazione, formazione e prossimità.
A coordinare i lavori è stato il giornalista Stefano Avitabile. Dall’incontro è emersa una convinzione condivisa: la sanità del futuro non potrà essere costruita esclusivamente sulla tecnologia, ma dovrà saper integrare strumenti digitali avanzati e dimensione umana dell’assistenza. L’intelligenza artificiale, la telemedicina e i nuovi modelli organizzativi rappresentano opportunità straordinarie, ma il loro valore dipenderà dalla capacità di metterli al servizio delle persone e delle comunità. In questa prospettiva, il Sannio e le sue aree interne si candidano a diventare un territorio di sperimentazione privilegiato, dove innovazione, prossimità ed equità possano trasformarsi in un modello concreto di sanità moderna, inclusiva e sostenibile.






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