
Elenchi di terapisti che non sempre si traducono in cure accessibili e richieste rimaste senza riscontro, secondo gli avvocati Francesco Romano, Silvana Renza ed Elvira Franzese. Al centro della segnalazione, la continuità dei trattamenti per i minori e la necessità di soluzioni organizzative concrete.
Una prestazione riconosciuta, ma difficile da ottenere quando i professionisti disponibili non si trovano. È la criticità segnalata dagli avvocati Francesco Romano, Silvana Renza ed Elvira Franzese, che assistono famiglie di minori alle prese con ostacoli nell’accesso ai percorsi ABA, acronimo di Applied Behavior Analysis, analisi applicata del comportamento. I tre legali chiedono all’ASL Benevento di esaminare le difficoltà rappresentate e di avviare un confronto sulle possibili soluzioni. Secondo quanto riferiscono, le istanze formalmente presentate nell’interesse dei propri assistiti non hanno finora ricevuto riscontro.
Il nodo riguarda la distanza tra la presenza di professionisti negli elenchi dell’Azienda sanitaria e la loro effettiva disponibilità a seguire nuovi pazienti. Stando alla segnalazione, le famiglie incontrano difficoltà nel reperire terapisti con ore disponibili: agende sature e assenza di ulteriori spazi possono impedire l’avvio degli interventi o metterne a rischio la continuità. La disponibilità di un elenco, osservano i professionisti, non risolve quindi da sola il problema dell’accesso. Occorre verificare se i nominativi indicati possano effettivamente garantire le prestazioni e, in caso contrario, valutare risposte organizzative alternative, clinicamente appropriate e coerenti con le esigenze individuali dei minori.
È su questo punto che Romano, Renza e Franzese sollecitano un’interlocuzione con i servizi competenti. La richiesta è di chiarire quali percorsi siano concretamente praticabili quando la ricerca di un terapista non produce risultati, evitando che la gestione delle difficoltà ricada interamente sui genitori. A preoccupare i legali è anche l’incertezza che, secondo il loro resoconto, accompagna l’attesa di una risposta. Senza indicazioni operative, le famiglie rischiano di non sapere a chi rivolgersi e come procedere per assicurare ai figli gli interventi previsti.
I tre avvocati, che riferiscono di aver seguito procedimenti a tutela della salute dei minori conclusi anche con pronunce favorevoli, richiamano una questione più ampia: il riconoscimento di una prestazione deve trovare corrispondenza nella possibilità di usufruirne. Le difficoltà organizzative e la limitata disponibilità di professionisti, sostengono, richiedono una valutazione tempestiva e risposte commisurate ai bisogni dei singoli assistiti. L’appello all’ASL Benevento è dunque di esaminare le istanze, fornire riscontri formali e motivati e individuare soluzioni praticabili. Per le famiglie coinvolte, il punto resta l’accesso effettivo alle terapie: poter contare su indicazioni chiare e su percorsi adeguati alle necessità dei bambini e degli adolescenti.






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