DI SEGUITO NOTA STAMPA DEL GRUPPO DEL PARTITO DEMOCRATICO AL COMUNE DI BENEVENTO

“Il segnale lanciato dagli esponenti della maggioranza che in occasione dell’ultimo Consiglio comunale si sono astenuti sul riconoscimento di ulteriori debiti fuori bilancio rappresenta la spia di un malfunzionamento dell’amministrazione comunale. Tema serio che meriterebbe un approfondimento altrettanto serio perché parliamo di migliaia e migliaia di euro che potrebbero essere investiti per migliorare la qualità della vita dei beneventani: strade, decoro urbano, welfare. E invece la risposta dell’amministrazione è la solita, quella cioè riservata in passato anche a noi rappresentanti dell’opposizione: si agita lo spettro dei complotti politici e bla bla bla e si evita di discutere il merito delle questioni. Proprio lunedì in Aula, d’altronde, l’amministrazione ha dato ulteriore prova della scarsa considerazione che nutre nei confronti del Consiglio Comunale. Mai, fino ad ora, avevamo assistito ad una sospensione legata ad aspetti tecnici riguardanti l’argomento in discussione in Consiglio ma riservata ai soli esponenti della maggioranza. Come se il Comune fosse proprietà di una parte politica e non di tutti. Sappiamo, però, che non è servito a nulla. Perchè le chiacchiere stanno a zero e la formula “è colpa di quelli di prima” non convince più nessuno dopo oltre sette anni di governo. Ma non si può nascondere l’evidenza e cioè che sui debiti fuori bilancio le responsabilità sono tutte in campo a chi amministra oggi la Città e che su questa vicenda – come su tante altre – si può  e si deve cambiare passo. Nell’interesse della comunità tutta e non di una parte. Noi operiamo così. L’auspicio – per tornare all’iniziativa messa in campo dai due consiglieri di maggioranza, e da noi sostenuta anche in commissione – è che non si tratti di un fuoco di paglia ma che davvero stia maturando la consapevolezza che i problemi vanno affrontati a prescindere dalle appartenenze. Poi certo, ci sarà sempre chi alza la voce, si auto-congela per poi allinearsi al primo diktat calato dall’alto ma quella è un’altra storia. Che poco o nulla toglie alla questione di fondo: cresce lo scontento nei confronti del governo Mastella, anche tra i suoi sostenitori”.

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