
Al Teatro Artemisio Gian Maria Volonté il programma di ottobre riunisce Atacama, Petranuradanza/Megakles Ballet e Silvia Gribaudi. Domenica 11 ottobre Claudia A. Marsicano in scena con “R.OSA”, dieci esercizi per ripensare il virtuosismo.
I giochi dell’infanzia, il movimento come trasformazione continua e uno sguardo ironico sulle aspettative che circondano il corpo. Sono i temi che attraversano gli appuntamenti di ottobre di “Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea”, al Teatro Artemisio Gian Maria Volonté di Velletri. Il programma riunisce tre creazioni che affrontano, con linguaggi differenti, il rapporto tra esperienza personale, relazione e rappresentazione. Il calendario del 3 ottobre ha accostato il debutto assoluto della versione integrale di “Anghingò”, della Compagnia Atacama, a “Panta Rhei”, della Compagnia Petranuradanza/Megakles Ballet. Il prossimo appuntamento è domenica 11 ottobre alle 18.30 con “R.OSA – 10 esercizi per nuovi virtuosismi”, di Silvia Gribaudi, interpretato da Claudia A. Marsicano. “Anghingò”, creazione di Patrizia Cavola e Ivan Truol, prende avvio da un patrimonio di giochi di strada, filastrocche e rituali collettivi legati all’infanzia. Il recupero di queste esperienze diventa materia coreografica e occasione per interrogare il cambiamento delle relazioni in una quotidianità attraversata dai dispositivi digitali. Al centro emerge il gioco come pratica di incontro: un’esperienza fatta di presenza, regole condivise e partecipazione, attraverso la quale osservare come si siano trasformati i modi di stare insieme. Su un diverso piano si colloca “Panta Rhei”, con la coreografia di Salvatore Romania e Laura Odierna.
Ispirato al principio eracliteo del divenire, il lavoro mette in scena due corpi immersi in un flusso continuo. Cicli, instabilità e trasformazioni compongono una ricerca sulla natura transitoria dell’esperienza, affidata al movimento e al rapporto tra gli interpreti. Con “R.OSA”, il festival porta invece l’attenzione sul concetto di virtuosismo e sui criteri attraverso i quali il pubblico guarda e valuta il corpo di chi si esibisce. I dieci esercizi interpretati da Claudia A. Marsicano costruiscono una relazione diretta con gli spettatori, utilizzando ironia e complicità per mettere in discussione codici e aspettative. La performance interroga anche i modelli di rappresentazione del corpo femminile: l’abilità scenica diventa uno strumento per confrontarsi con le norme sociali e con lo sguardo di chi osserva. Il programma di ottobre si inserisce nel percorso di “Paesaggi del Corpo 2026”, che per due mesi porta la danza contemporanea tra Velletri e Genzano di Roma. Teatri, piazze e palazzi storici ospitano spettacoli e occasioni di incontro, affiancati da attività per le nuove generazioni e momenti di partecipazione. L’intento è collegare la ricerca artistica ai luoghi e alle comunità, offrendo al pubblico prospettive differenti sul movimento e sui suoi significati. Il festival è un progetto de La Scatola dell’Arte ETS, realizzato con il contributo della Regione Lazio, in collaborazione e con il patrocinio dei Comuni di Velletri e Genzano di Roma. L’appuntamento dell’11 ottobre proseguirà questo percorso attraverso una performance che invita gli spettatori a interrogare le proprie aspettative e a riconoscere nuove possibilità espressive del corpo.






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