
Si è svolto ieri, domenica 29 settembre, il presidio organizzato dal Global Moviment to Gaza davanti allo stabilimento Leonardo Spa di contrada Ponte Valentino. Alle 13, sotto un sole ancora caldo di fine settembre, centinaia di persone hanno risposto all’appello lanciato dagli organizzatori per chiedere la fine del genocidio in Palestina e denunciare il ruolo delle industrie belliche.
Cartelli, striscioni e soprattutto bandiere della pace hanno colorato la manifestazione, che ha visto la partecipazione di associazioni, movimenti pacifisti, rappresentanti del mondo ecclesiale e semplici cittadini. Un segnale forte, partito dal Sannio, che ha voluto ribadire con chiarezza: “La guerra non porta lavoro, porta solo morte”.
L’attenzione si è concentrata sulla Leonardo Spa, colosso dell’industria militare partecipato dallo Stato italiano, che produce aerei da guerra, elicotteri, sistemi di difesa e sofisticati apparati elettronici. «Ogni singolo componente fabbricato qui – hanno ribadito gli attivisti – può trasformarsi in un’arma letale. Non possiamo restare indifferenti di fronte a 70mila vittime e 800mila sfollati a Gaza».
Gli interventi dal megafono hanno alternato testimonianze di solidarietà alla popolazione palestinese e riflessioni sull’economia di guerra. Sono stati ricordati le parole di Papa Francesco contro i “mercanti di morte” e l’esempio profetico di don Tonino Bello, che rifiutò di benedire un cannone su una portaerei. «Un vescovo non può benedire le armi», la frase evocata più volte tra gli applausi.
Non è mancata una riflessione sul territorio: «La Leonardo dà lavoro a centinaia di persone in Campania, e anche qui a Benevento. I lavoratori non sono i colpevoli, ma le vittime di un sistema che costringe a scegliere tra la dignità e la sopravvivenza» hanno sottolineato gli organizzatori, ribadendo la necessità di una riconversione industriale che investa in sanità, scuola e tutela ambientale.
Il presidio si è chiuso in maniera pacifica, con un grande abbraccio collettivo e un minuto di silenzio per le vittime di Gaza. Una giornata di forte impatto politico e simbolico, che non cambierà da sola le sorti del conflitto, ma che ha voluto lanciare un messaggio chiaro: la pace deve avere voce, e dal Sannio si è levata con forza.








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