
Dalla revisione del bilancio UE oltre 40 miliardi di euro al settore primario, cancellato il taglio previsto e rafforzato il sostegno alle imprese agricole.
Un risultato definito storico per l’agricoltura italiana arriva dal confronto europeo sulla revisione del bilancio pluriennale 2028–2034. A esprimere soddisfazione è Campagnuolo, che sottolinea come l’Italia abbia ottenuto un esito di assoluto rilievo per il futuro del settore primario. La Commissione europea ha infatti rivisto l’impostazione iniziale della Politica Agricola Comune, cancellando il taglio del 22% che era stato inizialmente previsto e rafforzando in modo significativo le risorse complessive destinate all’agricoltura. Per l’Italia questo si traduce in 40,7 miliardi di euro, quasi 10 miliardi in più rispetto alla proposta originaria, un risultato che segna un cambio di passo importante nelle politiche europee. Secondo Campagnuolo, si tratta di un riconoscimento concreto del valore strategico dell’agricoltura italiana, della qualità delle produzioni e del ruolo centrale svolto dalle imprese agricole nella sicurezza alimentare, nella tutela del territorio e nello sviluppo economico e sociale delle comunità. Un settore che continua a rappresentare uno dei pilastri fondamentali del sistema Paese.
Le risorse ottenute costituiscono un sostegno reale per le imprese agricole di tutto il territorio nazionale, con una particolare attenzione alle aree a forte vocazione rurale e al Mezzogiorno. In questo contesto, realtà come il Sannio e Sant’Agata de’ Goti, storicamente legate all’agricoltura e alla vitivinicoltura di qualità, potranno beneficiare in maniera significativa delle nuove opportunità offerte dalla PAC, rafforzando produzioni d’eccellenza, occupazione e competitività locale. Per Campagnuolo, il risultato dimostra ancora una volta la capacità dell’Italia di far valere le proprie ragioni in Europa, difendendo il lavoro degli agricoltori e investendo con responsabilità nel futuro del settore primario. Un segnale forte che conferma l’agricoltura come asse strategico per la crescita, la sostenibilità e la coesione economica e sociale del Paese.







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