La visita del presidente della Regione Campania a Calitri diventa un passaggio politico per le aree interne. Nel confronto in piazza Scoca, il sindaco Attilio Maria Galgano assume il ruolo di padrone di casa e interprete di una nuova generazione amministrativa, restare nei paesi non deve essere un atto di fede, ma una scelta razionale sostenuta da servizi, lavoro, trasporti, sanità territoriale e governance condivisa.

Calitri ha scelto di non limitarsi a ospitare una visita istituzionale. Ha provato, piuttosto, a trasformarla in un’occasione politica per riportare l’Alta Irpinia al centro del dibattito regionale. La presenza del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, intervenuto venerdì scorso in piazza Scoca al confronto dedicato al tema “Quale futuro per l’Alta Irpinia”, ha dato peso e visibilità a una domanda che da anni attraversa i territori interni: come si costruisce un futuro possibile nei paesi che continuano a perdere abitanti, servizi e opportunità? Al centro della giornata c’è stato il ruolo del sindaco di Calitri, Attilio Maria Galgano, che ha fatto gli onori di casa ma soprattutto ha dato voce a una nuova stagione amministrativa. Giovane primo cittadino di un comune simbolo dell’Alta Irpinia, Galgano ha interpretato l’incontro non come una passerella, ma come un momento di confronto tra istituzioni, amministratori e comunità locali. La sua dichiarazione sintetizza bene il senso dell’appuntamento: “Proviamo a portare il punto di vista di una nuova amministrazione di giovani, con la speranza che restare possa divenire una scelta razionale, non soltanto un atto di fede, per i pochi che decidono di averlo”.

È proprio questa frase a segnare il cuore politico della visita. Restare in Alta Irpinia non può più essere raccontato come una scelta romantica, eroica o residuale. Deve diventare una possibilità concreta, sostenuta da politiche pubbliche, servizi funzionanti, collegamenti adeguati, sanità territoriale, opportunità di lavoro e strumenti amministrativi capaci di superare la frammentazione dei singoli comuni. L’incontro, introdotto e moderato dalla giornalista e attivista Maria Laura Amendola, è stato costruito attorno a un confronto ampio sulle prospettive delle aree interne e sulle strategie necessarie per creare nuove opportunità di sviluppo. Al tavolo, insieme a Galgano, sono intervenuti amministratori e rappresentanti del territorio: Fiorella Caputo, sindaca di Morra de Sanctis, Domenica Gallo, vicesindaca di Lioni, Antonio Caputo, sindaco di Aquilonia e rappresentante del Comune capofila della Città dell’Alta Irpinia, oltre a Maura Sarno, Amado Delli Gatti, Tonino Vella e Concetta Mattia.

La presenza di tanti soggetti istituzionali e sociali ha confermato il carattere non episodico dell’appuntamento. Calitri, in questa cornice, ha funzionato come luogo di sintesi, non soltanto un comune ospitante, ma una piattaforma politica dalla quale rimettere in fila i nodi dell’intero comprensorio. Spopolamento, desertificazione sociale, accessibilità ai servizi, lavoro, ambiente, giovani e rappresentanza istituzionale sono stati i temi indicati già nella presentazione dell’incontro come assi decisivi per il futuro dell’Alta Irpinia. Fico, dal canto suo, ha raccolto il quadro delle richieste confermando l’attenzione della Regione per le aree interne. “Rafforzamento di tutti i settori che riguardano le aree interne e della sanità territoriale, investimenti sui trasporti, ci aspettiamo i collegamenti che possono andare nel futuro molto meglio, manteniamo l’acqua come l’Alto Calore, pubblica nelle mani dei cittadini e dei comuni”, ha dichiarato il presidente a Calitri, collegando il tema dello sviluppo alla qualità dei servizi essenziali.

Le parole di Fico toccano alcuni dei punti più sensibili per l’Alta Irpinia. La sanità territoriale, innanzitutto, perché senza presidi, medicina di prossimità, case di comunità e servizi raggiungibili, la permanenza nei piccoli comuni diventa fragile, soprattutto per anziani, famiglie e persone vulnerabili. Poi i trasporti, che non sono una questione accessoria ma una condizione di cittadinanza, del resto senza collegamenti efficienti, i territori interni restano lontani non solo dai grandi centri, ma anche dalle opportunità formative, lavorative e sanitarie.

Il tema dell’acqua, richiamato dal presidente, apre un’altra questione centrale, la gestione pubblica delle risorse e il ruolo dei comuni. In territori nei quali l’ambiente è patrimonio, infrastruttura economica e identità, la disponibilità e il governo dell’acqua diventano parte della stessa battaglia per la tenuta delle comunità. Non è un caso che Fico abbia collegato il ragionamento sulle aree interne alla necessità di mantenere l’Alto Calore nelle mani dei cittadini e dei comuni.

Il merito politico del sindaco Galgano è stato quello di collocare queste questioni dentro una nuova  narrazione di territorio. Non la lamentazione dei territori marginali, non il semplice elenco delle emergenze, ma la richiesta di un cambio di sguardo, che veda l’Alta Irpinia non come periferia da assistere, ma come luogo nel quale una nuova generazione amministrativa prova a costruire condizioni reali di permanenza, impresa, partecipazione e qualità della vita. Del resto, il titolo dell’incontro, “Una nuova generazione, una nuova governance”, ha avuto proprio questo significato. La nuova generazione non è soltanto un dato anagrafico, rappresenta un metodo amministrativo che chiede più cooperazione tra comuni, più ascolto dei territori, più capacità di programmare e meno interventi episodici. La nuova governance, invece, riguarda la possibilità di mettere insieme esperienze diverse e costruire una visione condivisa per un’area vasta che non può essere governata solo attraverso risposte isolate.

Attorno alla visita di Fico si è inserito anche un ulteriore tema, quello della tutela del territorio davanti alla pressione degli impianti energetici. L’associazione Fuori dalle Pale APS ha consegnato al presidente della Regione un documento per chiedere una moratoria e una nuova pianificazione dell’Alta Irpinia rispetto a eolico industriale, sistemi di accumulo BESS e nuovi progetti infrastrutturali. Secondo l’associazione, il territorio non può essere considerato esclusivamente come area destinata alla produzione e all’accumulo di energia, ma va riconosciuto come spazio agricolo, abitato, culturale e paesaggistico. Anche questo passaggio conferma quanto il confronto di Calitri sia andato oltre la dimensione celebrativa, la sfida delle aree interne non riguarda soltanto il contrasto allo spopolamento, ma anche il modello di sviluppo da adottare. Energia, agricoltura, paesaggio, servizi, mobilità e lavoro sono pezzi dello stesso mosaico, e naturalmente senza una pianificazione rigorosa, il rischio è che territori già fragili diventino luoghi di consumo di suolo e di compensazioni insufficienti, senza reali benefici per chi li abita.

La visita di Fico ha quindi assunto un valore preciso, quello di mettere la Regione davanti alla concretezza dei problemi e, nello stesso tempo, offrire ai territori una sponda istituzionale. Ma il punto decisivo resta ciò che accadrà dopo, perché l’Alta Irpinia non chiede soltanto attenzione, ma continuità amministrativa, strumenti operativi e capacità di trasformare gli impegni in decisioni verificabili. In questa prospettiva, il ruolo di Attilio Maria Galgano appare centrale, da sindaco ospitante, ha saputo trasformare Calitri in luogo di convocazione politica dell’intero comprensorio; da amministratore giovane, ha dato forma a una domanda generazionale: permettere a chi vuole restare di non sentirsi un superstite, ma un cittadino con diritti, opportunità e servizi. Da rappresentante del territorio, ha posto una questione che riguarda tutta la Campania interna, ovvero che senza aree interne vive, la regione perde equilibrio, identità e futuro. Insomma, Calitri, venerdì, non ha chiesto una carezza istituzionale, ha chiesto una politica che il futuro dei paesi non venga raccontato solo nei convegni, ma costruito nei bilanci, nei piani dei trasporti, nella sanità territoriale, nella gestione dell’acqua, nella tutela dell’ambiente, nel lavoro per i giovani. La visita di Fico è stata importante perché ha acceso i riflettori, e il sindaco Galgano ha avuto il merito di indicare dove quei riflettori devono restare puntati, ossia sulle comunità dell’Alta Irpinia e sulla loro possibilità concreta di continuare a vivere, scegliere e progettare nei propri territori.

 

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