
La vetrina “VE.DE.RE.” e il confronto tra le organizzazioni del Mezzogiorno al centro del programma di C.Re.A. Teatro, danza e tavoli di lavoro per avviare una rete e definire un manifesto condiviso.
Rendere visibile il lavoro degli artisti e discutere le condizioni che permettono alla ricerca di svilupparsi. È intorno a questi due obiettivi che C.Re.A., Centro di Residenza Artistica della Calabria, ha articolato il programma promosso a Badolato dal 1° al 4 ottobre 2026, affiancando la vetrina “VE.DE.RE.” al secondo Incontro con le Residenze al Sud. Il progetto, realizzato da Compagnia Teatro del Carro e Dracma con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Calabria, ha riunito la presentazione delle creazioni maturate in residenza e un percorso di confronto tra le organizzazioni del Mezzogiorno. Il Teatro Comunale e Palazzo Gallelli sono stati gli spazi scelti per l’edizione zero di “VE.DE.RE.”, dedicata agli esiti dei progetti ospitati e accompagnati dal Centro. Quattro lavori, tra teatro, danza e pratiche performative, hanno composto il calendario: “BOW”, progetto di Gaetano Palermo e Michele Petrosino, con Petrosino e Nicolò Russo in scena, previsto in apertura il 1° ottobre; “In perpetual blooming, despite the gods”, ideato, coreografato e danzato da Maya Oliva, nel programma del 2 ottobre; “In via del tutto eccezionale” di Claudio Fidia, nato dalla collaborazione con Alessandro Paschitto, autore del testo, il 3 ottobre; e “Quattro pezzi facili meno una” del Kollettivo Kontrora, a Palazzo Gallelli il 4 ottobre, con drammaturgia di Giovan Battista Picerno e Francesco Aiello, regia di Aiello e interpretazione di Francesco Gallelli. La vetrina è stata concepita per offrire al pubblico e agli operatori uno sguardo anche sui processi che precedono la scena: il tempo della sperimentazione, il rapporto con gli spazi, l’accompagnamento artistico e il confronto con le comunità. Per C.Re.A., la presentazione dei lavori costituisce inoltre uno strumento per favorirne la conoscenza e la circolazione.
A questa dimensione si è affiancato, dal 2 al 4 ottobre, il secondo Incontro con le Residenze al Sud, promosso da IAC – Centro Arti Integrate, Teatro del Carro e Dracma, in collaborazione con Theatron 2.0. Il percorso riprende il confronto avviato a Matera nel dicembre 2024, quando era emersa la necessità di rendere più stabile il dialogo tra le realtà del Mezzogiorno. Al centro dei tavoli di lavoro e delle sessioni plenarie, le differenze tra i sistemi regionali: accesso alle risorse, disponibilità di infrastrutture culturali, continuità dei progetti e condizioni professionali. Questioni che incidono sulla possibilità di accogliere gli artisti e sostenerne la ricerca nel tempo. Il programma ha individuato come temi di discussione le modalità di selezione e accompagnamento, gli strumenti di monitoraggio, i modelli di finanziamento e il rapporto con territori, comunità e amministrazioni pubbliche. L’obiettivo dichiarato è costruire la rete Residenze al Sud come spazio permanente di scambio, capace di mettere in circolo competenze e buone pratiche, mappare le esperienze attive e sviluppare progetti comuni, preservando l’autonomia delle singole organizzazioni.
Il coinvolgimento previsto dei rappresentanti regionali e locali risponde alla volontà di collegare le esigenze degli operatori alle strategie delle politiche culturali. Tra gli esiti attesi figura la scrittura condivisa di un manifesto politico e programmatico, chiamato a individuare principi, priorità e proposte sul sostegno alla ricerca, sulla qualità del lavoro e sul dialogo con le istituzioni. La finalità è portare nel dibattito nazionale una voce comune, trasformando le difficoltà dei diversi contesti in questioni sulle quali elaborare risposte condivise. Il programma prevedeva inoltre la partecipazione di Renzo Francabandera, fondatore e coordinatore della rivista “Paneacquaculture”, incaricato della redazione di un report conclusivo. La convergenza tra vetrina artistica e confronto organizzativo ha posto così al centro una relazione essenziale: quella tra le opere e le risorse, gli spazi e le professionalità che ne consentono la nascita. A Badolato, il percorso promosso da C.Re.A. ha assunto questa relazione come punto di partenza per rafforzare i legami tra artisti, operatori e territori del Mezzogiorno.






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