
Sanità, ambiente e nuove competenze al centro del percorso promosso dall’Ordine di Puglia e Basilicata con la Federazione nazionale. Presentato il corso della Scuola permanente per la Citizen Science. La presidente Tarsitano: tutto esaurito a ogni appuntamento, si valuta una nuova edizione.
Cinque tappe tra aprile e ottobre, oltre 500 biologi formati e posti esauriti a ogni appuntamento. Si chiude con questo bilancio l’edizione 2026 di “Biologi on the Road”, il percorso itinerante organizzato dall’Ordine dei Biologi della Puglia e della Basilicata (OBPB) insieme alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB). L’ultimo incontro, ospitato nell’Aula Magna del Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ha riunito professionisti, mondo accademico e istituzioni per discutere il futuro di una professione che attraversa sanità, ambiente e scienze della vita. A emergere è stata soprattutto la necessità di integrare competenze diverse: dalla sicurezza dei laboratori al monitoraggio degli ecosistemi, dalla nutrizione alle politiche alimentari urbane. Un confronto che ha affiancato all’aggiornamento professionale la riflessione sul contributo dei biologi alla salute pubblica e alla gestione del territorio.
In apertura, il presidente della FNOB, Vincenzo D’Anna, ha accolto con favore quella che ha indicato come l’approvazione definitiva, da parte del Consiglio dei ministri, della modifica del DPR 328/2001 relativa alla professione. Un intervento che, ha dichiarato, “consentirà ai biologi di operare in un quadro di maggiore certezza giuridica e di collaborare con le altre professioni sanitarie”. D’Anna ha richiamato il valore dell’aggiornamento normativo e dell’inquadramento delle competenze nelle aree generali, sanitarie e ambientali, collegandoli alla prospettiva One Health, che considera in modo integrato la salute umana, animale e degli ecosistemi.
Il rapporto tra formazione universitaria ed evoluzione professionale è stato al centro dei saluti di Grazia Paola Nicchia, direttrice del Dipartimento di Bioscienze. La docente ha illustrato l’ampliamento dell’offerta dell’ateneo barese, anche attraverso percorsi di studio in lingua inglese. Sul ruolo dei biologi nella tutela della salute pubblica e nella gestione del territorio sono intervenuti anche il consigliere regionale Ubaldo Pagano, il sindaco di Bari Vito Leccese e l’assessora comunale all’Ambiente Elda Perlino. Tra le novità della giornata, la presentazione del corso teorico-pratico per Citizen scientists, che avvia le attività della Scuola permanente per la Citizen Science ed Educazione alla sostenibilità (CiSES), istituita nel maggio scorso. A illustrarne obiettivi e contenuti sono stati Antonio Mazzotta, vicepresidente della Fondazione Italiana Biologi (FIB), e Roberto Carlucci, direttore della Scuola.
Il progetto punta a costruire, partendo dalla Puglia, una rete nazionale di biologi capaci di progettare e coordinare iniziative di ricerca con la partecipazione dei cittadini. Il percorso integra metodologie scientifiche, strumenti digitali, intelligenza artificiale e progettazione partecipata, con particolare attenzione al monitoraggio e alla sostenibilità. Accanto alla FIB, soggetto capofila, e alla direzione della Scuola, partecipano all’iniziativa OBPB, FNOB, Segretariato Nazionale Giovani Biologi, Associazione Nazionale Biologi Italiani e Jonian Dolphin Conservation ETS. Un altro asse del confronto ha riguardato la collaborazione tra professioni. La presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Bari, Porzia Pietrantonio, e la presidente OBPB, Elvira Tarsitano, hanno approfondito le opportunità di un lavoro condiviso tra biologi e architetti.
Al centro, in particolare, le politiche alimentari urbane: un ambito nel quale pianificazione del territorio, salute e sostenibilità possono concorrere alla costruzione di sistemi alimentari locali e di nuove reti di collaborazione tra istituzioni, professionisti e comunità. Il programma tecnico ha restituito la varietà degli ambiti in cui operano i biologi. Daniela Battista, del Centro mare di ARPA Puglia, ha approfondito il ruolo della professione nelle agenzie ambientali; Francesca Portincasa ha affrontato i temi della formazione e delle tendenze emergenti; Fabio La Grua, tesoriere OBPB e biologo laboratorista, ha illustrato il contributo dei laboratori alla qualità e alla sicurezza.
All’aggiornamento ECM e al dossier formativo è stato dedicato l’intervento delle consigliere OBPB Antonella Candeloro e Valentina Galiazzo. La vicepresidente Maria Teresa Venneri e la consigliera segretaria Roberta Pati hanno invece esaminato le novità relative alla disciplina dei titoli abilitanti alla professione. Per Tarsitano, il risultato del percorso conferma l’efficacia di una formazione costruita attraverso il confronto diretto con i territori. La presidente ha evidenziato il tutto esaurito registrato nelle cinque tappe e la partecipazione di oltre 500 professionisti, richiamando anche il gradimento per la modalità partecipativa degli incontri. Un riscontro che porta l’Ordine a valutare una nuova edizione. L’obiettivo è proseguire il dialogo nei luoghi in cui i biologi lavorano ogni giorno, rafforzando il rapporto con gli iscritti e valorizzando le competenze presenti in Puglia e Basilicata.






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