
Un incontro a Roma e un’escursione sui Monti Prenestini hanno riunito istituzioni, associazioni ed esperti per il decennale dell’itinerario tra Lazio e Abruzzo. Al centro del confronto, il rilancio del percorso e l’individuazione di un nuovo soggetto gestore.
Dieci anni di cammino tra aree protette, borghi e comunità locali, con una questione aperta sul futuro: definire una gestione capace di accompagnarne il rilancio. Il Cammino Naturale dei Parchi ha celebrato il decennale sabato 17 e domenica 18 ottobre con due giornate dedicate al turismo sostenibile, alla biodiversità e alla collaborazione tra i territori del Lazio e dell’Abruzzo. Le iniziative, organizzate dall’Associazione per il Cammino Naturale dei Parchi (ACNP) con il patrocinio della Regione Lazio, hanno affiancato il confronto sulle prospettive dell’itinerario a un’escursione sui Monti Prenestini. Il primo appuntamento si è svolto nella Sala Cederna del Parco regionale dell’Appia Antica, a Roma, con circa settanta partecipanti tra esperti di montagna, guide professionali, rappresentanti istituzionali, docenti e accompagnatori di FederTrek e Trekking Italia.
Dopo i saluti del presidente del Parco dell’Appia Antica, Fabrizio Molina, e di Federico Pompili, intervenuto in rappresentanza dell’assessore regionale Giancarlo Righini, le relazioni di Leonardo Pucci, Emilia De Sanctis e Massimo Pacifici hanno ripercorso la nascita del cammino, le sue peculiarità naturalistiche e le prospettive organizzative. Al confronto hanno contribuito Libero Middei, direttore del Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, e Andrea Santosuosso, coordinatore della sezione Lazio di Trekking Italia, che ha presentato l’escursione del giorno successivo. È intervenuto anche Alberto Foppoli, presidente del Parco regionale dei Monti Simbruini, ente capofila delle aree protette coinvolte nell’itinerario. Il nodo del futuro soggetto gestore ha attraversato la tavola rotonda dedicata al rilancio del percorso. Un passaggio ancora da definire, sul quale si sono confrontati rappresentanti dell’associazionismo escursionistico, della comunicazione e delle amministrazioni locali.
Tra i contributi, quelli di Francesco Senatore per FederTrek, Marco Loppi di Montura Store Roma, partner editoriale, del giornalista e viaggiatore Andrea Ferraretto, di Antonio Cricenti di Sentiero Verde, di Anna Maria Romani della Rete Associativa della Via di Francesco nel Lazio e della consigliera comunale di Marino Barbara Cerro. Presenti anche la sindaca di Ciampino Emanuela Colella, Silvio Marino per AEVF e come delegato del sindaco di Roma, il fotografo naturalistico Marco Branchi, Marco Bartolelli di Assoeuro e Roberto Federici del Comitato per il Parco della Caffarella. I lavori sono stati introdotti e conclusi dal presidente ACNP Sandro Caracci, già alla guida del Parco dei Castelli Romani, con la moderazione del consigliere Maurizio Fontana, ex dirigente della Regione Lazio. Domenica 18 ottobre il confronto si è trasferito sui sentieri. Oltre sessanta persone hanno partecipato al trekking organizzato da ACNP e Trekking Italia – Sezione Lazio, in collaborazione con il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, lungo un tratto della quarta tappa del cammino, da Capranica Prenestina a Guadagnolo.
Tra i partecipanti, accompagnatori, guardiaparco dei Castelli Romani e dei Monti Lucretili e volontari del Servizio civile universale. A guidare la giornata sono stati il direttore del Parco dei Castelli Romani, Francesco Ciferri, e Libero Middei. Dopo la visita al museo di Capranica Prenestina, il gruppo ha percorso i sentieri di cresta dei Monti Prenestini. Gli approfondimenti dei naturalisti Leonardo Pucci e Libero Middei hanno accompagnato la lettura del paesaggio e la conoscenza della flora e della fauna. L’arrivo a Guadagnolo si è concluso nell’ostello restaurato del borgo, con un momento conviviale dedicato ai prodotti locali. Il decennale ha riportato così al centro le due dimensioni del Cammino Naturale dei Parchi: l’esperienza diretta dei luoghi e la collaborazione necessaria a valorizzarli. La prossima sfida sarà tradurre il confronto sulla gestione in un assetto condiviso, capace di dare continuità al percorso e alle relazioni costruite nei suoi primi dieci anni.






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