Il 30 ottobre a Ottati la presentazione del progetto che unisce cultura, paesaggio e sapori per attrarre visitatori durante tutto l’anno. Anziani e centenari protagonisti del racconto, un “Passaporto della Lunga Vita” accompagnerà la scoperta dei territori.
Raccontare un territorio attraverso il tempo vissuto, le relazioni e i saperi trasmessi tra generazioni. È l’idea da cui nasce Longevìa, il progetto che riunisce Aquara, Bellosguardo, Corleto Monforte, Ottati, Petina e Sant’Angelo a Fasanella in una proposta turistica e culturale condivisa. Sei Comuni degli Alburni che scelgono la lunga vita come filo narrativo per valorizzare borghi, paesaggi e comunità. La presentazione è in programma venerdì 30 ottobre, alle 20, nel Chiostro del Convento dei Domenicani di Ottati. Interverranno i sindaci Antonio Marino di Aquara, Filippo Ferraro di Corleto Monforte, Elio Guadagno di Ottati, Domenico D’Amato di Petina, Bruno Tierno di Sant’Angelo a Fasanella e Geppino Parente, presidente della Provincia di Salerno e sindaco di Bellosguardo. È prevista la presenza di Vincenzo Maraio, assessore regionale al Turismo e alla Transizione digitale. A moderare l’incontro sarà Rossella Pisaturo.
La serata proseguirà con l’artista napoletano Roberto Colella, la cui partecipazione inaugurerà un programma di laboratori teatrali e di scrittura, cammini e incontri culturali. Una degustazione di prodotti tipici concluderà l’appuntamento, affidando ai sapori un primo racconto delle tradizioni locali. “Vivi a lungo, vivi qui” è l’invito che accompagna il progetto. La longevità viene proposta come chiave di lettura della qualità del tempo e dei rapporti umani, del legame con la terra e della continuità delle conoscenze. In questo racconto avranno un ruolo centrale gli anziani e i centenari, custodi di esperienze da condividere con le nuove generazioni.
La destinazione comune prenderà forma attraverso un marchio, una piattaforma digitale e una comunicazione coordinata. Ogni borgo contribuirà con le proprie peculiarità: i panorami e la biodiversità di Bellosguardo, i vigneti e l’olio di Aquara, il fico Dottato di Ottati, la Grotta-Santuario di San Michele Arcangelo e l’Antece di Sant’Angelo a Fasanella, i saperi pastorali e la transumanza di Corleto Monforte, la musica popolare e il cielo notturno di Petina. Il programma prevede laboratori artistici, teatrali e di scrittura, residenze d’artista e attività nei centri storici. L’obiettivo è rendere i borghi luoghi di produzione culturale e di incontro, coinvolgendo chi li abita nella costruzione dell’esperienza di visita.
Accanto alle iniziative artistiche troveranno spazio le produzioni enogastronomiche: vino, olio, caciocavallo podolico, fragolina di bosco e sfogliatella bellosguardese. Prodotti attraverso i quali raccontare il lavoro delle comunità e il rapporto tra cultura contadina e paesaggio. Una delle sfide è ampliare la stagione turistica, offrendo occasioni di scoperta anche in autunno, inverno e primavera. Cammini, natura e tradizioni saranno gli strumenti per avvicinare i visitatori alla vita quotidiana dei paesi. Il progetto guarda inoltre al turismo di ritorno, rivolgendosi a chi vuole ritrovare le proprie origini e i luoghi della memoria familiare. A collegare le esperienze sarà il “Passaporto della Lunga Vita”, previsto in formato cartaceo e digitale. Consentirà di orientarsi tra i sei Comuni, registrare le tappe e raccogliere badge e “segreti della lunga vita”, componendo un itinerario personale. Longevìa affida così alle comunità il compito di raccontare gli Alburni: attraverso le persone, prima ancora che attraverso i luoghi, per trasformare un patrimonio di memorie e conoscenze in nuove occasioni di incontro.







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