Inaugurata all’Ordine degli Architetti la mostra della XIII edizione del premio internazionale, visitabile fino al 6 novembre. Concorsi, risorse e collaborazione con i committenti al centro del dibattito sulle trasformazioni urbane e sul futuro delle città del Mezzogiorno.
Selezionare un buon progetto è il primo passo. Per realizzarlo servono risorse adeguate, procedure efficaci e una collaborazione che accompagni l’opera fino al cantiere. Su questo passaggio si è concentrato il convegno “Progettare la città. Architettura, Ingegneria e Impresa tra concorso e realizzazione”, ospitato nella sede dell’Ordine degli Architetti di Catania in occasione dell’inaugurazione della mostra itinerante del Premio Internazionale Dedalo Minosse 2024-2025. L’incontro, promosso da ALA Assoarchitetti & Ingegneri, ANCE Catania, Ordine e Fondazione degli Architetti PPC di Catania e Ordine degli Ingegneri della provincia, ha riunito professionisti, imprese e rappresentanti dell’Università. Al centro, le condizioni necessarie per tradurre la qualità progettuale in edifici, infrastrutture e spazi pubblici.
Ad aprire i lavori è stato Alessandro Amaro, presidente dell’Ordine degli Architetti, che ha richiamato il valore del concorso di progettazione in due fasi come strumento di selezione e partecipazione, anche per i giovani professionisti. Amaro ha citato le esperienze avviate a Catania, tra cui quella della Cittadella giudiziaria, sottolineando l’importanza di dare continuità alle proposte selezionate. Il rapporto tra progettista e committente, elemento distintivo del Dedalo Minosse, è stato approfondito da Melania Guarrera, presidente della Fondazione degli Architetti. “Il progetto non è un semplice esercizio formale, ma un processo che richiede il contributo di più soggetti e una visione condivisa”, ha osservato.
Una visione che, secondo Mauro Scaccianoce, presidente dell’Ordine degli Ingegneri, deve coinvolgere fin dall’inizio tutte le competenze necessarie. “È superata la figura del professionista tuttologo: architetti, ingegneri, geologi e altre professionalità devono lavorare insieme sin dalla nascita del progetto”. L’integrazione delle scelte, ha aggiunto, può contribuire a migliorare la qualità e a controllare tempi e costi. Proprio la sostenibilità economica è stata al centro dell’intervento del presidente di ANCE Catania, Rosario Fresta. Stime insufficienti, finanziamenti inadeguati e ritardi amministrativi possono compromettere il risultato, imponendo ridimensionamenti che finiscono per sacrificare le caratteristiche originarie dell’opera.
“Per realizzare opere di valore è necessario che progettazione, sostenibilità economica e iter amministrativi procedano insieme”, ha sottolineato Fresta. Gaetano Fede, presidente di ALA Sicilia e coordinatore dei lavori, ha ricondotto il confronto alla necessità di assicurare alla realizzazione la stessa attenzione riservata alla fase progettuale. Il presidente nazionale ALA, Bruno Gabbiani, ha invece ricordato la centralità della committenza nella filosofia del premio: “Nessuna buona opera può realizzarsi senza una committenza consapevole e capace di condividere la visione progettuale”. La mostra, ha evidenziato Gabbiani, arriva per la prima volta in Sicilia, scegliendo Catania come tappa del proprio percorso.
Gli interventi tecnici hanno affiancato al dibattito esperienze professionali concrete. Nino Russo, di RCC Ingegneria Catania, ha affrontato il rapporto tra architettura e ingegneria; Sebastiano Amore, di ACA Amore Campione Architettura, ha illustrato un progetto premiato al Dedalo Minosse; Salvatore Messina, vicepresidente di ANCE Catania, ha approfondito il contributo dell’impresa. La tavola rotonda “Catania e il Mezzogiorno” ha esteso la discussione al recupero del patrimonio esistente, alle periferie, agli spazi pubblici e alle infrastrutture. Sono intervenuti Marco Colombrita per ANCE Catania, Bruno Gabbiani per ALA, Maurizio Spina del Di3A dell’Università di Catania e dell’Ordine degli Architetti, e Paolo La Greca del DiCar dell’ateneo e dell’Ordine degli Ingegneri. Dal confronto è emersa l’esigenza di collegare gli strumenti di selezione dei progetti a una programmazione capace di sostenerne l’attuazione: definire bisogni e obiettivi, verificare le risorse e mantenere il dialogo tra chi commissiona, progetta e costruisce. La mostra della XIII edizione del Premio Internazionale Dedalo Minosse resterà aperta fino al 6 novembre nella sede dell’Ordine degli Architetti PPC di Catania, in largo Paisiello 5, negli orari di apertura dell’Ordine.








Commenti recenti