ATTIVITÀ ARTIGIANE DECIMATE, IN 30 ANNI DA 5MILA A MENO DI MILLE

Serrande abbassate, locali in affitto, stradine deserte. Sono sempre meno gli artigiani che abitano il centro storico di Roma.

Allo spopolamento trentennale che ha portato queste attività a ridursi dell’80%, si è aggiunta la “bomba” del Covid che, secondo Confartigianato, ha fatto chiudere i battenti al 20% delle imprese artigiane in città. Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, snocciola i dati che comparano la situazione attuale con quella di 30 anni fa: “Nel 1991 il censimento dell’Istat segnalava nel centro di Roma 5mila botteghe artigiane, non esisteva chilometro quadrato al mondo così denso di attività artigiane. Nel 2000 nel centro storico ce n’erano meno di duemila, ad oggi meno di mille”. A suo avviso oggi uno dei temi da affrontare è come “reintrodurre botteghe nel centro storico di Roma”. E il Comune sta pensando a due distretti ad hoc: alla Città dell’Altra Economia di Testaccio e a Tor di Nona.

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