Quattro giorni di musica globale, incontri e comunità: ad Ariano Irpino il festival che celebra le differenze e ci ricorda che siamo un’unica grande voce.
Dal 21 al 24 agosto, Ariano Irpino tornerà a essere il centro pulsante della world music europea con la XXIX edizione dell’Ariano Folkfestival. Un appuntamento che, anno dopo anno, ha trasformato un piccolo borgo dell’Appennino campano in un crocevia di culture, suoni e storie. Il tema scelto per il 2025, “Radici Comuni”, è più di uno slogan: è un invito a riconoscere ciò che ci tiene insieme, al di là delle differenze.
Nato nel 1996, il festival ha sempre avuto una vocazione profonda: quella di creare comunità attraverso la musica. E non una comunità qualsiasi, ma una che si nutre di diversità, che accoglie, che ascolta. In un mondo che spesso alza muri, Ariano Folkfestival continua a costruire ponti.
Quest’anno, il programma è un vero e proprio viaggio sonoro che attraversa continenti e generazioni. Si parte giovedì 21 agosto con la voce intensa e malinconica di Rogê, uno dei cantautori brasiliani più amati, capace di fondere saudade e festa in un abbraccio musicale che arriva dritto al cuore. Accanto a lui, i Veeble, duo italo-giapponese che porta sul palco un’elettronica cosmopolita, e Moolycash, giovane talento della scena soul-elettronica, pronto a incantare con il suo stile magnetico.
Venerdì 22 agosto sarà una giornata dedicata al ritmo e alla sperimentazione. Si comincia con Another Taste, formazione di Rotterdam che reinventa il funk e la disco anni ’70 con un tocco visionario. Poi Marco Castello, cantautore siciliano che racconta il nostro tempo con ironia e delicatezza, e infine Ivo Dimchev, artista bulgaro che trasforma il palco in un laboratorio emotivo, mescolando teatro, danza e provocazione. La notte si accende con gli Psycodrummers, undici percussionisti che suonano strumenti ricavati da scarti industriali, in un’esplosione di energia e creatività.
Sabato 23 agosto sarà il giorno della danza tra tradizione e futuro. An Dannsa Dub, insieme a Paolo Baldini, porterà in scena un incontro potente tra la musica scozzese e il dub elettronico. I Santrofi, dall’Africa occidentale, faranno vibrare il palco con il loro afrobeat trascinante, mentre Sowe, dj francese, chiuderà la serata con un set che mescola afro house e groove globali, impossibile da ascoltare senza ballare.
La domenica, 24 agosto, è il cuore popolare del festival. Si comincia a mezzogiorno con una sfilata carnevalesca che attraversa la città, per poi confluire nel leggendario pranzo collettivo del Folkstage. Sul palco, gli Alamedadosoulna dalla Spagna, i Son Rompe Pera dal Messico e Joe Yorke dal Regno Unito offriranno performance che mescolano ska, cumbia, punk e soul-reggae, in un crescendo di emozioni che culmina al tramonto. La notte prosegue con i dj set di Donpasta, Mondocane e Psyco Phono, per chiudere il festival con un ultimo, indimenticabile ballo sotto le stelle.
Ma l’Ariano Folkfestival non è solo musica. È anche campeggio, jam session, yoga al parco, aperitivi condivisi. È uno spazio di benessere, consapevolezza e libertà. È un luogo dove ogni incontro conta, dove ogni nota è un frammento di memoria collettiva.
In un’epoca di divisioni, “Radici Comuni” è la risposta di chi crede ancora nella forza della musica per unire, raccontare e resistere. Perché siamo diversi, siamo tanti, ma siamo un’unica grande voce.







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