Agostino Chiarello, candidato alle amministrative nel Cosentino, ha risposto alle accuse degli avversari con uno show ironico davanti ai suoi sostenitori. Tra applausi, autoironia e social impazziti, il comizio si è trasformato in un caso politico-mediatico nazionale.

Nel piccolo centro calabrese di Campana, nel Cosentino, la campagna elettorale si è trasformata in uno spettacolo politico dal forte impatto simbolico e mediatico. Agostino Chiarello, sindaco uscente e candidato alle prossime amministrative con la lista “Le Radici e le Ali”, ha scelto infatti di presentarsi sul palco del comizio vestito da Pinocchio, utilizzando ironia e provocazione per rispondere agli attacchi ricevuti dagli avversari politici. Con naso di legno, cappello e una valigia di cartone in mano, Chiarello ha aperto il suo intervento davanti ai sostenitori sulle note della celebre colonna sonora dello sceneggiato televisivo di Luigi Comencini. Una messa in scena studiata per trasformare in satira politica le accuse rivoltegli durante la campagna elettorale.

“Ciao Campana, sono il vostro sindaco, il sindaco-burattino: Pinocchio!”, ha esordito dal palco, suscitando applausi e risate tra il pubblico presente in piazza. Poi il riferimento polemico agli attacchi ricevuti: “Tanti anni a fare il sindaco e non mi sono accorto di scaldare solo una sedia, di non lavorare mai e di approfittare dei campanesi”. Lo sketch, ripreso da decine di smartphone, è diventato rapidamente virale sui social network, alimentando il dibattito politico locale e trasformando il comizio in uno degli episodi più commentati della campagna elettorale calabrese.

La scelta comunicativa di Chiarello punta chiaramente a ribaltare l’accusa utilizzando l’arma dell’autoironia, una strategia sempre più diffusa nella comunicazione politica contemporanea, soprattutto nei piccoli comuni dove il rapporto diretto con gli elettori resta centrale. In un clima spesso acceso e polarizzato, il sindaco uscente ha scelto di teatralizzare il confronto politico, trasformando il palco elettorale in una rappresentazione simbolica tra accuse, consenso e identità popolare. L’episodio conferma anche il peso crescente dei social nella politica locale: ciò che fino a pochi anni fa sarebbe rimasto confinato alla piazza di un piccolo paese, oggi diventa contenuto virale nazionale nel giro di poche ore.

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