Il conduttore torna sulla vicenda dell’attentato al giornalista di “Report”: “È un frequentatore del ristorante Cefalù. Gli inquirenti si chiedono se il suo ruolo sia stato consapevole o inconsapevole”.

Massimo Giletti torna sul caso dell’attentato a Sigfrido Ranucci e introduce nuovi elementi di riflessione sulla vicenda. In un video pubblicato su Instagram, il giornalista e conduttore de “Lo Stato delle Cose” afferma che, oltre al coinvolgimento di Valter Lavitola, emergerebbe anche la possibile presenza di un altro personaggio noto. “Voglio tornare a parlare del caso di Sigfrido Ranucci perché ho una novità”, dichiara Giletti. “Oltre al coinvolgimento di Valter Lavitola, avrebbe recitato un ruolo importante in questa vicenda un altro personaggio, personaggio conosciuto, frequentatore del ristorante ‘Cefalù’, di proprietà di Lavitola”. Secondo quanto riferito dal conduttore, gli investigatori starebbero valutando la natura del ruolo svolto da questa persona. “Gli inquirenti si stanno domandando se il ruolo che ha recitato questo personaggio è un ruolo consapevole o inconsapevole”, aggiunge Giletti. “Il dato che vi posso dare è che lui è estremamente preoccupato visto tutto quello che sta succedendo”. Il giornalista richiama poi un altro elemento emerso dagli atti dell’inchiesta sull’attentato contro il conduttore di “Report”: il riferimento al nome “Corrado”, comparso in una delle intercettazioni.

“Chi è Corrado?”, si domanda Giletti. “Perché i criminali che hanno fatto l’attentato fanno continui riferimenti a questo nome? Lo usano come uno pseudonimo per far riferimento a un personaggio nel mondo della televisione? Oppure è il nome vero, Corrado?”. L’identità della persona indicata con quel nome, sottolinea il conduttore, non sarebbe ancora stata accertata dagli inquirenti. Giletti si sofferma anche sulle modalità dell’attentato, richiamando quanto riportato nell’ordinanza della dottoressa Iole Morica. In particolare, il conduttore parla dell’utilizzo di un detonatore a miccia.

“A miccia vuol dire che sono quelle tipo delle vecchie cave di miniera, a combustione lenta”, spiega. “Perché è importante? Perché è chiaro che chi ha fatto saltare in aria la macchina di Sigfrido e di sua figlia stava controllando la situazione, quindi non voleva certamente fare una strage”. Il conduttore collega questo elemento anche alle successive dichiarazioni di Ranucci. Nell’immediatezza dell’attentato, ricorda Giletti, il giornalista di “Report” aveva parlato del rischio di una strage e della possibilità che fosse coinvolta anche la figlia, non conoscendo ancora le caratteristiche dell’esplosivo utilizzato.

“Oggi, nel momento in cui sa che è coinvolto Lavitola e si dice sgomento per questo, essendo suo amico fraterno, dice però sono convinto che non volessero fare una strage”, osserva Giletti. “Lo dice probabilmente perché sa come è stata innescata la bomba”. Resta però, secondo il conduttore, un ulteriore interrogativo centrale: chi poteva sapere che quella notte Ranucci si sarebbe trovato nella sua abitazione di Pomezia. “Chi è che quella notte sapeva che Sigfrido Ranucci sarebbe stato proprio nella sua casa di Pomezia?”, chiede Giletti. “Perché non sempre Sigfrido Ranucci si ferma a dormire in quella casa, spesso è fuori, per lavoro, per altri motivi”.

Da qui l’ipotesi che qualcuno abbia fornito un’indicazione precisa agli esecutori materiali. “Qualcuno ha avvisato questi uomini che arrivavano dalla Campania”, afferma il conduttore. “Dovevano fare centinaia di chilometri ad andar su e centinaia per ritornare nella loro terra e dovevano arrivare a colpo sicuro. Qualcuno gli ha dato un suggerimento che si è rivelato poi esatto”. La riflessione si chiude con una domanda che, per Giletti, resta al centro della vicenda: “Chi ha tradito chi?”. Il caso resta dunque segnato da interrogativi ancora aperti, tra ruoli da chiarire, nomi da identificare e responsabilità da accertare. Le parole di Giletti aggiungono nuovi elementi a un’indagine che continua a richiamare forte attenzione mediatica e istituzionale, soprattutto per la gravità dell’attentato e per il profilo del giornalista coinvolto.

https://www.instagram.com/reel/DaucWC7oWi7/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==

Leave a Reply

  • (not be published)