
Peppino di Capri, nome d’arte di Giuseppe Faiella, nasce a Capri il 27 luglio 1939. Cantante, pianista, autore e interprete tra i più riconoscibili della musica leggera italiana, ha attraversato oltre sessant’anni di spettacolo con uno stile capace di unire tradizione napoletana, melodie internazionali, swing, rock’n’roll, twist e canzone d’autore popolare.
Figlio di una famiglia legata alla musica, mostra prestissimo il proprio talento. Secondo le ricostruzioni biografiche, già da bambino suona il pianoforte e si esibisce davanti ai soldati americani presenti a Capri durante la Seconda guerra mondiale. Quel rapporto precoce con gli standard statunitensi e con il gusto internazionale segnerà in profondità la sua identità artistica. Negli anni Cinquanta comincia a esibirsi nei locali di Capri e Ischia insieme all’amico batterista Ettore Falconieri. Nel 1956 partecipa alla trasmissione televisiva “Primo applauso”, condotta da Enzo Tortora, interpretando “Cry” e “Tu vuo’ fa’ l’americano”. Da lì prende forma il percorso che lo porterà al debutto discografico e alla nascita del progetto con i Rockers.
Il nome d’arte Peppino di Capri lega in modo definitivo l’artista alla sua isola. Capri non è solo luogo d’origine, ma marchio poetico e musicale: eleganza mediterranea, internazionalità, romanticismo e leggerezza. Negli anni del boom economico, Di Capri diventa uno degli interpreti italiani più efficaci nel portare il rock’n’roll e il twist dentro la canzone popolare nazionale. Per questo, in alcune ricostruzioni internazionali, viene anche accostato all’immagine di un “Buddy Holly italiano”. Tra i suoi brani più celebri figurano “St. Tropez Twist”, “Roberta”, “Let’s Twist Again”, “Nun è peccato”, “Melancolie”, “Freva”, “Champagne”, “Un grande amore e niente più”, “Non lo faccio più”, “E mo’ e mo’” e “Il sognatore”. Il suo repertorio alterna canzoni originali, riletture di successi internazionali, melodie napoletane e brani capaci di entrare stabilmente nell’immaginario popolare italiano.
Il Festival di Sanremo rappresenta uno dei capitoli centrali della sua carriera. Peppino di Capri vince due volte: nel 1973 con “Un grande amore e niente più” e nel 1976 con “Non lo faccio più”. Partecipa complessivamente numerose volte alla manifestazione, confermandosi come una presenza costante e riconoscibile nella storia della canzone italiana. Accanto a Sanremo, va ricordata anche la vittoria al Festival della Canzone Napoletana nel 1970 con “Me chiamme ammore”, ulteriore conferma del rapporto profondo tra l’artista e la tradizione musicale partenopea. La sua carriera ha avuto anche una dimensione internazionale. Alcuni suoi brani, come “St. Tropez Twist”, ottennero successo fuori dall’Italia, e Di Capri incise o interpretò canzoni anche in altre lingue, tra cui tedesco, inglese e francese. Nel 1991 rappresentò l’Italia all’Eurovision Song Contest con “Comm’è ddoce ’o mare”, classificandosi settimo.
Negli anni Ottanta e Novanta continua a incidere, esibirsi e sperimentare. Nel 1987 registra a Londra il live “Peppino di Capri in concerto al Royal Albert Hall”, pubblicato l’anno successivo. Nel 1995 partecipa a Sanremo con Gigi Proietti e Stefano Palatresi nel progetto Trio Melody, con il brano “Ma che ne sai… (…se non hai fatto il piano-bar)”. Nel 2006 firma la colonna sonora della serie televisiva Rai “Capri”, un lavoro particolarmente coerente con la sua identità artistica e biografica, composto da brani strumentali e canzoni legate all’immaginario dell’isola. Nel 2019 pubblica “Mister… Peppino Di Capri”, album celebrativo dei suoi sessant’anni di carriera, nato anche dal desiderio di rinnovare il proprio stile dopo alcuni concerti al Teatro San Carlo di Napoli.
La figura di Peppino di Capri occupa un posto particolare nella cultura musicale italiana. Non è stato soltanto un cantante melodico, né semplicemente un interprete della tradizione napoletana. È stato un artista ponte: tra Napoli e il mondo, tra Capri e l’Europa, tra la canzone italiana e le mode internazionali, tra il piano-bar elegante e la grande ribalta televisiva. La sua voce, il pianoforte, l’immagine raffinata e la capacità di rendere riconoscibile ogni brano hanno costruito un’identità musicale longeva, popolare e sofisticata. Peppino di Capri resta uno degli interpreti che meglio hanno saputo trasformare il paesaggio, il sentimento e la leggerezza mediterranea in linguaggio musicale.






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