Al centro dell’iniziativa la gestione delle patologie croniche e la continuità assistenziale dopo la dimissione. Il direttore sanitario Guido Quici annuncia la definizione di specifici protocolli condivisi con la ASL di Benevento: «La presa in carico del paziente richiede una collaborazione sempre più stretta tra ospedale e servizi territoriali».
Sicurezza delle cure, continuità assistenziale e integrazione tra ospedale e territorio diventano sempre più centrali nella gestione dei pazienti affetti da patologie croniche. È su questi temi che l’Ospedale Fatebenefratelli di Benevento, diretto dal Superiore Fra Michele Montemurri, ha scelto di concentrare la propria adesione alla Giornata Nazionale dedicata alla “Sicurezza delle cure per le malattie non trasmissibili”, promossa dal Ministero della Salute. L’iniziativa richiama l’attenzione su una delle principali sfide dei sistemi sanitari contemporanei: garantire ai pazienti con malattie croniche un percorso di cura continuo, sicuro e coordinato, evitando che la dimissione dall’ospedale si trasformi in una frattura tra la fase acuta e l’assistenza successiva. Le malattie non trasmissibili comprendono infatti condizioni molto diverse, ma accomunate spesso dalla necessità di trattamenti prolungati, controlli periodici e terapie farmacologiche continuative. Tra queste rientrano le patologie cardiovascolari, i tumori, le malattie respiratorie croniche, il diabete, le malattie renali e i disturbi di salute mentale. Per questi pazienti il ritorno a casa dopo un ricovero rappresenta uno dei momenti più delicati dell’intero percorso assistenziale. È proprio nella fase di transizione che devono essere garantiti il passaggio delle informazioni cliniche, la continuità delle terapie, la programmazione dei controlli e l’eventuale presa in carico da parte dei servizi territoriali.
«La nostra struttura ospedaliera – sottolinea il direttore sanitario Guido Quici – è consapevole della necessità di assicurare al paziente ricoverato la migliore e più sicura modalità di dimissione, nell’ottica di una sempre maggiore integrazione con la ASL territoriale, anche alla luce della recente attivazione delle Case della Salute e degli Ospedali di Comunità». Una prospettiva che guarda oltre il tradizionale rapporto tra ospedale, strutture di riabilitazione e RSA e coinvolge l’intera rete dell’assistenza territoriale, chiamata a svolgere un ruolo crescente nella gestione delle cronicità. Il modello di riferimento è quello di una sanità nella quale il paziente non debba orientarsi autonomamente tra servizi diversi, ma possa essere accompagnato attraverso percorsi organizzati e condivisi. In questa logica, la dimissione non viene considerata il punto finale dell’assistenza ospedaliera, bensì l’inizio di una nuova fase del percorso di cura.
Il Fatebenefratelli di Benevento intende quindi lavorare alla predisposizione di specifici protocolli di dimissione, coinvolgendo alcune delle unità operative maggiormente interessate dalla gestione di pazienti complessi e cronici: Cardiologia Interventistica, Medicina, Oncologia, Ortopedia e Chirurgia, dirette rispettivamente dai dottori Villari, Trombaccia, Rea, D’Auria e Reggio. «Definiremo specifici protocolli di dimissione – spiega ancora Quici – che saranno oggetto di un successivo approfondimento e di un accordo con la ASL di Benevento». L’obiettivo è costruire procedure condivise che permettano di rendere più ordinato e sicuro il passaggio dall’ospedale al territorio, individuando già al momento della dimissione i bisogni assistenziali successivi e le strutture o i professionisti chiamati a seguirli. Una modalità particolarmente importante per i pazienti anziani, fragili o affetti da più patologie contemporaneamente, per i quali la mancanza di coordinamento può tradursi in difficoltà nella gestione delle terapie, nuovi accessi in pronto soccorso o ricoveri ripetuti.
Il tema della continuità assistenziale assume quindi una valenza che va oltre l’organizzazione interna dell’ospedale. Significa creare una rete nella quale medici ospedalieri, servizi territoriali, strutture intermedie e altri professionisti sanitari possano condividere responsabilità e informazioni. Il rafforzamento dell’assistenza di prossimità, previsto anche dalla nuova organizzazione territoriale delineata dal PNRR e dal DM 77/2022, offre in questo senso un quadro nel quale sviluppare percorsi più integrati. Case della Comunità, Ospedali di Comunità e servizi territoriali possono diventare snodi fondamentali per garantire il monitoraggio dei pazienti dopo la fase acuta e ridurre il rischio di discontinuità.
Per il Fatebenefratelli, la Giornata Nazionale diventa quindi anche un’occasione per tradurre i principi della sicurezza delle cure in interventi organizzativi concreti. «L’integrazione Ospedale-Territorio – conclude Guido Quici – è la vera sfida su cui si fondano le cronicità. Occorre una visione epidemiologica lungimirante che consenta una presa in carico del paziente in piena sicurezza. Tutto questo lo si può ottenere attraverso uno stretto rapporto di collaborazione con la ASL di Benevento».
Il punto centrale resta dunque la costruzione di una continuità reale tra i diversi livelli dell’assistenza. Per chi convive con una malattia cronica, infatti, la qualità della cura non dipende soltanto dal singolo ricovero o dalla singola prestazione, ma dalla capacità del sistema di accompagnare la persona nel tempo. Ed è proprio su questo terreno che il Fatebenefratelli di Benevento intende rafforzare il proprio impegno: trasformare la dimissione da semplice atto amministrativo in un passaggio organizzato e sicuro, capace di collegare l’ospedale alla rete territoriale e di garantire al paziente una presa in carico continua lungo tutto il percorso di cura.







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