Domenica 27 settembre, alle 16.30, la Sala Consiliare del Comune di Guardia Sanframondi ospita il convegno “Un cervello nel cuore: la neurocardiologia rivela meraviglia”, appuntamento conclusivo delle celebrazioni per il 25° anniversario dell’associazione “Gli Amici del Cuore” e iniziativa collegata alla Giornata Mondiale per il Cuore. Interverranno i professori Luigi Matarazzo e Michele Marzullo dell’Università Federico II di Napoli, con il coordinamento del dottor Giovanni Pigna dell’Università La Sapienza di Roma.
Il rapporto tra cuore e cervello, due organi centrali per la vita e per l’equilibrio dell’organismo, sarà al centro di un appuntamento scientifico e divulgativo in programma a Guardia Sanframondi domenica 27 settembre 2026. Alle ore 16.30, nella Sala Consiliare del Comune, si terrà il convegno dal titolo “Un cervello nel cuore: la neurocardiologia rivela meraviglia”, promosso dall’associazione guardiese “Gli Amici del Cuore” in occasione della conclusione delle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario della fondazione. L’incontro si inserisce inoltre nel quadro delle iniziative dedicate alla Giornata Mondiale per il Cuore, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione, della conoscenza e della divulgazione scientifica in ambito cardiovascolare.
Il titolo scelto per il convegno introduce un tema particolarmente affascinante: quello della neurocardiologia, disciplina che studia le complesse connessioni tra sistema nervoso e sistema cardiovascolare. Cuore e cervello non funzionano infatti come mondi separati. Sono legati da una rete continua di segnali nervosi, ormonali e biologici che influenzano il battito cardiaco, la pressione arteriosa, la risposta allo stress e più in generale l’equilibrio dell’intero organismo. L’appuntamento di Guardia Sanframondi sarà quindi un’occasione per avvicinare il pubblico a un ambito nel quale ricerca medica e fisiologia si incontrano, mostrando come il cuore non sia soltanto una pompa meccanica, ma parte di un sistema molto più complesso di regolazione e comunicazione. A sviluppare il tema saranno due docenti dell’Università Federico II di Napoli, il professor Luigi Matarazzo e il professor Michele Marzullo, chiamati a offrire un contributo scientifico su un argomento che unisce cardiologia, neuroscienze e medicina interna.
Il confronto sarà coordinato dal dottor Giovanni Pigna, patologo clinico dell’Università La Sapienza di Roma. La scelta di affidare il dibattito a professionisti provenienti da due importanti atenei italiani conferisce all’iniziativa un taglio scientifico rigoroso, ma al tempo stesso aperto alla divulgazione e al confronto con la comunità. Il convegno rappresenta anche un momento importante per la storia de “Gli Amici del Cuore”, associazione che da venticinque anni porta avanti attività legate alla sensibilizzazione, alla prevenzione e alla cultura della salute cardiovascolare. A sottolineare questo legame con il territorio saranno anche gli interventi istituzionali previsti durante l’incontro. Parteciperanno infatti Carlo Labagnara, presidente dell’associazione “Gli Amici del Cuore”, il sindaco di Guardia Sanframondi Raffaele Di Lonardo e il presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi.
La presenza delle istituzioni locali evidenzia la volontà di connettere divulgazione scientifica e comunità, rendendo il convegno non soltanto un momento di approfondimento specialistico, ma anche un’occasione pubblica di sensibilizzazione. Il messaggio che accompagna l’iniziativa è infatti chiaramente orientato alla prevenzione. La locandina richiama un concetto semplice ma decisivo: prevenire non significa sostenere un costo, ma investire sulla propria salute. Un principio che assume ancora più valore quando si parla di malattie cardiovascolari, per le quali informazione, diagnosi precoce, stili di vita corretti e controlli periodici possono svolgere un ruolo essenziale. L’evento del 27 settembre assume quindi un doppio significato.
Da un lato celebra un traguardo associativo importante, i 25 anni di attività de “Gli Amici del Cuore”. Dall’altro guarda al futuro, proponendo un tema scientifico capace di mostrare quanto la medicina contemporanea stia superando le tradizionali separazioni tra organi e discipline. La neurocardiologia, infatti, evidenzia come emozioni, stress, sistema nervoso autonomo e attività cardiaca possano influenzarsi reciprocamente. Comprendere queste connessioni significa leggere il corpo umano in modo più integrato e sviluppare una visione della salute che tenga conto non soltanto della singola patologia, ma dell’interazione tra più sistemi. In questo senso, il titolo “Un cervello nel cuore” vuole incuriosire e allo stesso tempo aprire una riflessione.
Il cuore possiede infatti una propria rete nervosa e comunica continuamente con il cervello attraverso circuiti complessi. È proprio questa relazione, ancora oggi oggetto di numerosi studi, a rendere la neurocardiologia uno dei campi più suggestivi della ricerca medica. Per il pubblico, il convegno sarà quindi un’occasione per comprendere meglio quanto la salute cardiovascolare sia legata anche al funzionamento del sistema nervoso, alla gestione dello stress e ai meccanismi che regolano le risposte dell’organismo. L’iniziativa, ospitata nella Sala Consiliare del Municipio di Guardia Sanframondi, conferma inoltre il ruolo dei territori e delle associazioni nella promozione della cultura sanitaria.
Portare temi scientifici complessi fuori dagli ambienti accademici e dentro i luoghi della comunità significa rendere la conoscenza più accessibile e trasformare la prevenzione in un patrimonio condiviso. È proprio questo lo spirito con cui “Gli Amici del Cuore” arrivano al traguardo del venticinquesimo anno di attività: continuare a mettere al centro informazione, consapevolezza e attenzione alla salute. Domenica 27 settembre, dunque, Guardia Sanframondi diventerà per un pomeriggio un piccolo centro di divulgazione scientifica dedicato a una delle relazioni più affascinanti dell’organismo umano: quella tra cuore e cervello. Un incontro che unisce ricerca, prevenzione e territorio e che prova a ricordare, ancora una volta, che conoscere meglio il proprio corpo significa anche imparare a proteggerlo.







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