Dal 23 al 25 ottobre a Napoli lo spettacolo del Teatro delle Bambole, con Rossella Giugliano e Federico Gobbi, nell’ambito del progetto “Dalla Letteratura al Teatro” maturato in cinque anni di ricerca sulla parola letteraria.

Da venerdì 23 a domenica 25 ottobre, nell’ambito della stagione teatrale della Sala Assoli Moscato di Napoli, va in scena “Il fuoco”, dall’omonimo romanzo di Gabriele D’Annunzio, nella produzione della compagnia Teatro delle Bambole con adattamento e regia di Andrea Cramarossa, che inserisce lo spettacolo nel progetto di ricerca “Dalla Letteratura al Teatro”, un percorso maturato nell’arco di cinque anni e dedicato alla parola letteraria, dal romanzo al racconto lungo, come territorio privilegiato di sperimentazione teatrale, intellettuale e linguistica.

Cramarossa si misura con una materia incandescente scegliendo la via dell’essenzialità e della densità simbolica, e in scena Rossella Giugliano e Federico Gobbi danno corpo e voce a un universo in cui parola, luce, immagine e gesto concorrono a restituire la tensione tra desiderio, creazione e annientamento, con il disegno luci di Roberto De Bellis, i costumi di Elob Mabby Colucci, il montaggio video di Vincenzo Ardito, le riprese video di Zerottanta Produzioni e l’organizzazione di Maria Panza. Nel confronto con quest’opera cardine del dannunzianesimo maturo, profondamente autobiografica e segnata dal celebre patto artistico con Eleonora Duse, la scrittura diventa dispositivo di trasformazione, non semplice materia narrativa ma gesto estetico e politico, pratica quotidiana di elevazione dell’esperienza umana, mentre il romanzo si emancipa dalla centralità della trama per farsi flusso visionario, canto del sublime e paesaggio interiore. Sullo sfondo di una Venezia ambigua e magnetica, insieme protettiva e soffocante, prende forma l’idea di un’arte totale, nutrita dall’estetica del superuomo di Nietzsche e dal “sogno d’arte” come unica finalità possibile dell’esistenza. La produzione, sostenuta dal Comune di Bitonto, Assessorato alla Cultura, riafferma così il teatro come spazio di attraversamento della parola letteraria, luogo in cui il testo non viene illustrato ma rifondato, interrogato e messo in tensione con il presente. Le rappresentazioni sono in programma il venerdì alle 20.30, il sabato alle 19.30 e la domenica, come nei giorni festivi, alle 18.00.

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