Dall’8 all’11 ottobre la sedicesima edizione dell’Internet Festival trasformerà Pisa in un grande laboratorio diffuso dedicato alle trasformazioni digitali. Oltre dieci sedi, sette percorsi tematici e decine di ospiti per affrontare intelligenza artificiale, sicurezza informatica, diritto digitale, sostenibilità e umanesimo tecnologico. La parola chiave dell’edizione sarà “saggezza”.
PISA – Quattro giorni per interrogarsi su come governare l’innovazione senza subirla. Dall’8 all’11 ottobre Pisa ospiterà la sedicesima edizione dell’Internet Festival, manifestazione che trasformerà la città in un laboratorio diffuso con oltre dieci sedi, sette percorsi tematici, workshop e incontri aperti al pubblico. Il programma mette al centro alcune delle questioni più urgenti del presente: intelligenza artificiale, cybersecurity, diritto digitale, politiche pubbliche, sostenibilità, cultura e media. Un ventaglio di temi che coinvolge non soltanto gli addetti ai lavori, ma anche cittadini, studenti, imprese e istituzioni, chiamati a confrontarsi con tecnologie che stanno cambiando il lavoro, la formazione, l’informazione e le relazioni sociali.
Il filo conduttore dell’edizione sarà la “saggezza”, scelta come chiave di lettura di un’epoca caratterizzata da una crescita tecnologica rapidissima e da interrogativi sempre più complessi sul piano etico, sociale e normativo. L’obiettivo del Festival è spostare il confronto dalla sola innovazione tecnica alla qualità delle decisioni, alla responsabilità e alla capacità di governare i rischi connessi alla tecnologia. Tra gli appuntamenti principali figura, venerdì 9 ottobre, SmartLaw, dedicato all’AI Act e alla sovranità digitale, insieme al Cybersecurity Day 2026. Sabato 10 ottobre sarà invece la volta di un panel sull’umanesimo digitale, con la partecipazione dell’assessora regionale all’educazione Alessandra Nardini, del rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi e della docente della Scuola Normale Fosca Giannotti.
Il confronto sull’intelligenza artificiale occuperà inevitabilmente una posizione centrale. Non soltanto per le opportunità economiche e scientifiche offerte dai nuovi sistemi, ma anche per i rischi legati alla governance, alla sicurezza e alla possibilità che tecnologie sempre più autonome sfuggano a un controllo efficace. È proprio in questa prospettiva che il direttore del Festival, Claudio Giua, ha spiegato la scelta della parola “saggezza”: un concetto che richiama prudenza, responsabilità e cooperazione di fronte a strumenti il cui sviluppo procede molto più rapidamente rispetto alla capacità delle istituzioni di regolarli. Pisa si conferma così uno dei luoghi italiani in cui il dibattito sull’innovazione incontra in maniera più diretta il mondo della ricerca e dell’università. La presenza dell’Università di Pisa e della Scuola Normale contribuisce a rafforzare il carattere scientifico della manifestazione, mentre la formula diffusa permette di coinvolgere l’intera città e non soltanto gli ambienti accademici. Il Festival prevede infatti anche workshop e T-Tour rivolti direttamente ai cittadini, con l’obiettivo di rendere accessibili temi spesso percepiti come specialistici e creare occasioni di formazione e partecipazione.









Commenti recenti