
Dura presa di posizione dopo il via libera in Commissione Affari Costituzionali della Camera alla modifica che renderebbe più complesso l’accesso alla competizione elettorale per le forze politiche senza rappresentanza parlamentare. La rete campana rilancia il tema della partecipazione democratica e chiede l’introduzione delle preferenze.
I Comitati Più Uno della Campania esprimono “forte preoccupazione” per l’emendamento approvato in Commissione Affari Costituzionali della Camera, che interviene sulle regole di accesso alla competizione elettorale rendendo più difficile la partecipazione delle forze politiche prive di rappresentanza parlamentare. La posizione dei Comitati arriva in un momento particolarmente delicato per il rapporto tra cittadini e istituzioni. Secondo la rete campana, infatti, la crescente distanza tra opinione pubblica e politica non può essere affrontata attraverso norme che restringono gli spazi di partecipazione. Al contrario, sostengono i Comitati, occorre favorire il pluralismo, ampliare le occasioni di confronto democratico e consentire anche a nuove realtà politiche di presentarsi agli elettori in condizioni di effettiva pari opportunità. “Il pluralismo non si limita, si rafforza”, dichiarano i Comitati Più Uno della Campania, sottolineando come le regole elettorali debbano avere l’obiettivo di garantire rappresentanza, partecipazione e apertura del sistema democratico, non quello di introdurre ulteriori barriere all’ingresso per chi non dispone già di una presenza parlamentare consolidata.
Al centro della critica c’è il rischio che l’emendamento possa penalizzare in modo particolare le formazioni nuove, civiche o comunque non presenti in Parlamento, chiamate già oggi a misurarsi con percorsi complessi per costruire consenso, organizzazione territoriale e riconoscibilità pubblica. Per i Comitati, appesantire ulteriormente queste condizioni significherebbe ridurre la possibilità di rinnovamento del quadro politico e impoverire il confronto tra proposte diverse. “In una fase in cui cresce la distanza tra cittadini e istituzioni, la risposta non può essere quella di restringere gli spazi della partecipazione democratica”, affermano i Comitati. “Serve invece creare le condizioni perché nuove energie, nuove idee e nuovi progetti possano confrontarsi liberamente con gli elettori”.
La rete campana richiama inoltre la posizione espressa da Ernesto Maria Ruffini, condividendone l’impostazione sul rapporto tra partecipazione, consenso territoriale e diritto di scelta degli elettori. Se alle nuove realtà politiche viene chiesto di costruire il proprio radicamento attraverso la raccolta delle firme, il contatto diretto con i cittadini e il lavoro nei territori, secondo i Comitati è necessario completare questo percorso restituendo agli elettori la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Da qui la richiesta di introdurre le preferenze, considerate uno strumento essenziale per rafforzare il legame tra cittadini, territori ed eletti. Per i Comitati Più Uno Campania, la scelta diretta dei candidati rappresenterebbe un passaggio coerente con l’esigenza di avvicinare le istituzioni alla società, contrastare la disaffezione politica e rendere più trasparente il rapporto tra voto e rappresentanza.
Il tema, dunque, non riguarda soltanto l’accesso delle forze politiche alla competizione elettorale, ma più in generale la qualità della democrazia e la capacità del sistema istituzionale di includere esperienze nuove. Secondo i Comitati, una legge elettorale equilibrata dovrebbe garantire regole chiare e uguali per tutti, senza trasformarsi in un meccanismo capace di favorire chi è già presente nelle istituzioni a scapito di chi prova a costruire un’alternativa dal basso. Le regole elettorali, ribadiscono i Comitati, devono tutelare la rappresentanza e assicurare pari opportunità di partecipazione. Ogni intervento normativo che renda più complesso l’accesso alla competizione rischia, al contrario, di produrre un effetto di chiusura del sistema politico, limitando il confronto democratico e riducendo la possibilità per i cittadini di scegliere tra una pluralità reale di proposte.
Per questo, i Comitati Più Uno della Campania chiedono che il dibattito sulla legge elettorale sia affrontato con attenzione e responsabilità, mettendo al centro non le convenienze delle forze già rappresentate, ma il diritto dei cittadini a partecipare, scegliere e incidere sulla vita democratica del Paese. “La qualità della nostra democrazia si misura dalla sua capacità di includere, non di escludere”, concludono i Comitati. Un messaggio che sintetizza la posizione della rete campana: il pluralismo non deve essere considerato un ostacolo alla governabilità, ma una condizione essenziale per rafforzare la rappresentanza e ricostruire fiducia tra cittadini e istituzioni.








Commenti recenti