di Giovanni Loche

 

Tutti si chiedono ora cosa succederà. L’autorizzazione a procedere concessa a suo tempo dai Democratici di Sinistra e dai Cinquestelle di Giuseppe Conte (pur essendo capo del Governo all’epoca dei fatti) sembrerebbe non aver sortito l’effetto desiderato.

Le dichiarazioni degli esponenti del campolargo in questi giorni, prima fra tutti della segretaria svizzera dei DS, erano tutte improntate alla solita speranza dell’effetto aiutino esterno.

Peccato che solo due giorni fa, in un’intervista a “La Repubblica” la Elly Schlein aveva dato per certo la possibilità a breve di elezioni anticipate. A questa ipotesi qualcuno aveva ironizzato con un’espressione piuttosto colorita: “La Elly sogna ma senza essere desta”. Da quanto successo ieri sera, l’assoluzione con formula piena per il vice Presidente del Consiglio (allora come oggi) Matteo Salvini, sembrerebbe che le cose per il piccolo campetto di Bonelli & Co. si siano messe piuttosto maluccio.

Per ora non sembra a nessuno che all’orizzonte si scorga una qualche ipotesi di elezioni anticipate, causa caduta del Governo Meloni, anzi da quanto si capisce dalla lettura attenta dei sondaggi le quattro gambe del Centrodestra viaggiano a gonfie vele.

L’impressione che l’opinione pubblica si è fatta di questa vicenda, per la verità nei suoi tratti saliente anche tragica, è sintetizzata dal noto aforisma di Ennio Flaiano: “La situazione è grave ma non è seria”.

 

Ora, che Salvini abbia voluto forzare la mano utilizzando tutte le leve della comunicazione politica a sua disposizione, ci può stare; ma non si comprende come abbiano potuto alcuni come Conte, Bonelli, Fratoianni, la giovane svizzera trapiantata a Bologna, e qualche altro sparuto politico della ZTL romana, invocare la forca giustizialista per una vicenda che francamente aveva fatto “pisciare sotto dalle risate” l’intero globo occidentalizzato.

Basta solo ricordare che di questa vicenda grottesca, ma tragica nel contempo, si era addirittura interessato l’uomo più ricco e famoso del mondo: quel Elon Musk che aveva a più riprese inveito contro tutti e tutto.

Ancora più ridicolo e grottesco è stato il “parterre” delle parti civili: dalle ARCI alle associazioni più disparate paladine della difesa dei “poveri scafisti” che trasportano i disperati del Mediterraneo facendosi pagare profumatamente in anticipo, quindi loro anche se i poveretti affogano, i soldi li hanno già incassati. Ma questo agli spagnoli della Open Arms interessa poco o niente, del resto senza il lavoro “sporco” degli scafisti e delle mafie del mare, loro non avrebbero motivo di esistere né di guadagnare enormi quantità di denaro sulle spalle di disperati che più delle volte neppure arrivano a destinazione.

Insomma, una vicenda che parafrasando Flaiano, questa volta vogliano riformularla in: “La questione è seria e tragica, ma non utile al Paese”.

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