Un paese intero, insieme a migliaia di persone e a un’Italia commossa, si è stretto intorno al feretro di Baudo. Ricordi, applausi, parole struggenti e il racconto di una vita che ha unito televisione, giustizia e amore per la sua Sicilia.
Il silenzio spezzato dagli applausi, le lacrime trasformate in grida di affetto, le rose blu adagiate sulla bara come simbolo di un amore che non si spegne. Militello ha salutato il suo figlio più illustre, Pippo Baudo, in un funerale che ha avuto il sapore di un abbraccio collettivo. Duemila persone, arrivate da tutta la Sicilia e da ogni parte d’Italia, hanno gremito la piazza di Santa Maria della Stella, trasformata in un teatro popolare di commozione e memoria.
Quando il feretro ha lasciato la chiesa, un applauso lunghissimo ha attraversato le strade del paese, accompagnato dal coro spontaneo “Pippo, Pippo”. Un gesto che non aveva nulla di mondano, era piuttosto la voce di una comunità che ha riconosciuto in lui un familiare, un uomo che ha portato il nome di Militello e della Sicilia nelle case di milioni di italiani.
L’omelia di don Giulio Albanese, padre spirituale del conduttore, ha scavato nell’anima della folla: “Ha manifestato coraggio contro la mafia, ha cercato la giustizia con determinazione. Poco prima di morire mi ha confidato che il successo, e lui ne ha avuto tanto, non basta a riempire il cuore”. Parole che hanno restituito l’immagine di un uomo capace di andare oltre la ribalta, di lasciare come eredità non solo il ricordo televisivo, ma la testimonianza di umanità, discrezione e generosità. Lo ha ricordato in lacrime anche la sua assistente Dina Minna: “Ho perso un padre… Abbiamo lavorato insieme per quasi 36 anni. Non riesco a pensare che non ci sia più”.
Il sindaco di Militello, Giovanni Burtone, ha scelto un’immagine forte per descriverlo: “È stato l’Enrico Mattei della Rai, un uomo del Sud con la schiena dritta e la testa alta, che non si è mai rassegnato alla marginalità del Mezzogiorno”. Una definizione che ha trovato eco nelle parole delle istituzioni presenti – dal presidente del Senato La Russa al governatore della Sicilia Schifani – e nelle lacrime degli artisti che gli erano più vicini. Al Bano, con la voce rotta, ha ricordato il legame nato nel 1974, quando Pippo lo invitò a cantare proprio qui, nel suo paese: “Tornare oggi è una tripla emozione. Ripercorro tutto quello che abbiamo fatto insieme”.
Non sono mancati i volti noti dello spettacolo, da Gigi D’Alessio a Lorella Cuccarini, da Michele Guardì ad Alberto Matano, uniti al dolore dei figli Tiziana e Alessandro, dei nipoti, degli amici di una vita. Una folla eterogenea che, sotto il sole cocente, ha reso omaggio a un uomo che aveva fatto della televisione un ponte tra le generazioni, un luogo familiare dove gli italiani si ritrovavano.
Il vescovo Calogero Peri ha aperto la celebrazione con parole di grande dolcezza: “Noi ti auguriamo di splendere come stella non soltanto nel firmamento degli uomini, come già avviene, ma tanto luminoso anche e soprattutto in quello di Dio”. E, mentre i fiori continuavano a riempire il santuario – corone di amici, artisti, istituzioni, e una di Romina Power “con enorme affetto” – il paese si stringeva in un lutto autentico. Le saracinesche dei negozi abbassate, gli striscioni ai balconi, il silenzio rotto da un applauso che ha accompagnato la bara fino al cimitero, dove Pippo Baudo riposerà accanto ai genitori.
La Rai, la sua casa professionale, gli ha reso omaggio con speciali e trasmissioni straordinarie. “Uscire di scena di sabato sera, in prima serata, come sanno fare solo i grandi”, ha ricordato l’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Un addio che è sembrato una regia perfetta, quella di un artista che ha segnato la storia della televisione, ma anche quella di un uomo che non ha mai smesso di credere nella giustizia, nella sua Sicilia e nei valori più semplici.
A Militello resterà per sempre il ricordo di un figlio che non ha mai dimenticato le sue radici. Al resto del Paese, l’immagine di un conduttore che, per oltre sessant’anni, ha saputo entrare “felicemente nelle case degli italiani”. E oggi, tra applausi e lacrime, tutti hanno avuto la certezza che Pippo Baudo non ne uscirà mai davvero.







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