Il 17 luglio, a tre mesi dalla tragedia, il Faito Doc Festival celebra la memoria con arte, spiritualità e impegno civile. Proiettati cortometraggi, lanciati messaggi di speranza e richieste di verità.

Monte Faito si prepara a vivere una giornata intensa, fatta di memoria, emozione e comunità. Giovedì 17 luglio, a tre mesi esatti dalla tragedia che ha visto la caduta di una cabina della funivia e la morte di quattro persone, il Faito Doc Festival organizza una commemorazione collettiva sul piazzale della Funivia, luogo simbolico e ferito, ma ancora vivo nel cuore di chi lo ama.

La giornata, che anticipa l’apertura ufficiale del festival prevista per il 19 luglio, vedrà la partecipazione di associazioni, artisti, cittadini, religiosi e lavoratori EAV, uniti nel ricordo di Carmine Parlato, macchinista appassionato; dei coniugi Graeme Derek Winn e Margaret Elaine; della giovane Janan Suliman e del fratello Taheb, unico sopravvissuto.

Il programma si apre alle 11:00 con una seduta di yoga guidata da Annamaria De Gennaro, seguita da podcast, testimonianze e riflessioni. Dopo un pic-nic comunitario, il pomeriggio sarà scandito da intermezzi spirituali e momenti musicali al pianoforte con Giuseppe De Rosa, fino al lancio di palloncini biodegradabili con messaggi e preghiere scritti dai partecipanti. Un gesto semplice, ma potente, per trasformare il dolore in speranza.

Il festival, giunto alla sua 18ª edizione, si aprirà il 19 luglio con un focus speciale dedicato alla funivia e al Monte Faito. Nella suggestiva Casa del Cinema immersa nel bosco, saranno proiettati tre cortometraggi che raccontano la tragedia e il legame profondo con il territorio:

Con gli occhi in su del Collettivo Radio Asharam, dove sale il cuore di Anna Delgado, con immagini di repertorio. L’Amore sospeso di Stefano Cormino (2012), che dura esattamente 8 minuti, come il tempo di percorrenza della funivia da Castellammare al Faito

 

La giornata del 19 luglio sarà anche l’occasione per rendere omaggio a due figure storiche: Luigi Torino, fondatore della ProFaito, e Gigino Vanacore, simbolo di tenacia e amore per il monte. Due uomini che hanno dedicato la vita alla valorizzazione di questo luogo, e che oggi rappresentano un punto di riferimento per chi continua a lottare per la sua rinascita.

Nel frattempo, le indagini sull’incidente proseguono. Il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha richiesto un report dettagliato per accertare eventuali responsabilità e garantire che tragedie simili non si ripetano. Il presidente dell’EAV, Umberto De Gregorio, ha definito l’accaduto “una tragedia inimmaginabile e irripetibile”, sottolineando che la funivia era stata riaperta solo dieci giorni prima, con tutte le certificazioni di sicurezza previste.

La funivia del Faito, inaugurata nel 1952, è da sempre molto più di un mezzo di trasporto. È un museo sospeso tra cielo e mare, un simbolo di connessione tra la terra e il sogno. E proprio per questo, il festival — ideato da Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro — continua a raccontare, ricordare e lottare. Perché il Faito non è solo un monte: è una comunità, una visione, una storia che merita giustizia e futuro. Per chi volesse partecipare, l’appuntamento è giovedì 17 luglio dalle ore 11 sul piazzale della Funivia del Monte Faito. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

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