Sabato 20 settembre I fiori musicali propone il concerto A tre voci con Lorenza Maio, Alessandro de Carolis e Tommaso Rossi: dal manoscritto Q16 a Britten fino alla prima assoluta di Tiziano Citro in omaggio a Scarlatti.
Il Refettorio del Monastero di Regina Coeli apre ancora una volta le sue porte alla musica con la seconda edizione de I fiori musicali – Viaggi in musica tra antico e moderno, la rassegna prodotta da Dissonanzen che intreccia repertori rinascimentali e contemporanei, tradizione e sperimentazione. Un luogo straordinario nel cuore di Napoli, che grazie alla collaborazione con l’Associazione l’Atrio delle Trentatrè ODV si offre anche alla visita guidata del Chiostro e di altri ambienti del complesso monastico.
Sabato 20 settembre, alle 18, è in programma il concerto A tre voci, affidato a un trio di flauti dolci formato da Lorenza Maio, Alessandro de Carolis e Tommaso Rossi. Il progetto nasce dall’idea di esplorare la reversibilità della musica scritta per la voce e trasportarla sugli strumenti a fiato, con un viaggio che attraversa epoche e stili diversi.
Si parte dal manoscritto bolognese Q16, documento fondamentale per lo studio della polifonia tardo-medievale, per approdare a Johannes Ciconia, capace di intrecciare madrigali italiani e Ars nova francese. La serata tocca poi la produzione di Johannes Tinctoris, compositore al servizio della corte aragonese di Napoli, e di Vincenzo Ruffo, maestro veneto del XVI secolo noto per lo sperimentalismo ritmico.
Dalla modernità si passa al Novecento con Benjamin Britten e la sua ironica Suite alpina, che racconta una gita sugli sci tra cadute e degenze. Il percorso si chiude con una prima assoluta: Ittal racs, brano del compositore salernitano Tiziano Citro scritto in omaggio ad Alessandro Scarlatti a trecento anni dalla morte, titolo che non è altro che l’inversione del nome del grande maestro barocco.
La rassegna proseguirà domenica 28 settembre con il violoncello di Francesco Dillon, impegnato in un programma dedicato a Daniele Ghisi, Charles Kwong e Thomas Larcher.






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