Dal 2 al 16 maggio musica, arte, itinerari e laboratori nel cuore del Maggio dei Monumenti tra memoria, paesaggio urbano e identità mediterranea.

Napoli torna a interrogarsi sulla propria identità più profonda attraverso uno dei suoi elementi fondanti: l’acqua. Dal 2 al 16 maggio prende il via “Nelle acque di Napoli: suoni e visioni”, rassegna promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito del Maggio dei Monumenti e organizzata dalla Fondazione Il Canto di Virgilio. Un progetto culturale articolato e multidisciplinare che unisce musica, teatro, arte, itinerari urbani e attività formative, con l’obiettivo di restituire una lettura contemporanea della città attraverso il suo rapporto millenario con il mare e le risorse idriche.

Il programma si sviluppa come un vero e proprio viaggio tra suoni, immagini e narrazioni, in cui l’acqua diventa chiave interpretativa del paesaggio urbano, simbolo identitario e metafora culturale capace di connettere storie, popoli e linguaggi. Cuore della rassegna sono gli spettacoli dal vivo, tutti a ingresso gratuito con prenotazione. Il 9 maggio il Solis String Quartet sarà protagonista con Mediterraneo Sonoro, un concerto che esplora le radici musicali partenopee in dialogo con le tradizioni del Mediterraneo. Un intreccio di sonorità che attraversa culture e repertori, evocando compositori come Theodorakis, Villa-Lobos, de Falla e Piazzolla, in un racconto musicale in cui l’acqua diventa elemento di unione e memoria condivisa.

Il 15 maggio spazio al teatro e alla danza con Nico e il suo Re, spettacolo diretto da Rosario Diana e liberamente ispirato alla leggenda di Colapesce. Una narrazione che affronta il tema del rispetto per il mare attraverso la storia di un giovane capace di trasformarsi, simbolicamente e fisicamente, in creatura marina. Un racconto che unisce linguaggi artistici diversi per parlare di sostenibilità e responsabilità ambientale. Il 16 maggio il cartellone si chiude con il concerto di Fabrizio Bosso e Bebo Ferra, due protagonisti della scena musicale contemporanea che daranno vita a un dialogo sonoro intenso e suggestivo. Tromba e chitarra si intrecciano in una composizione fluida, fatta di improvvisazione, poesia e richiami sonori che evocano il movimento dell’acqua.

Accanto agli spettacoli, grande spazio è dedicato agli itinerari guidati con animazione culturale. Due i percorsi principali. Il primo, “Le fontane del Centro Storico”, conduce alla scoperta dell’acqua come elemento pubblico e sociale, attraverso fontane storiche e mestieri ormai scomparsi. Il secondo, “L’acqua sotto la città”, accompagna i visitatori nella Napoli sotterranea, tra cisterne, falde e tracce di antichi impianti termali, raccontando una dimensione invisibile ma fondamentale della città. Entrambi i percorsi sono arricchiti dall’animazione culturale AcquAnima, che restituisce all’acqua il suo valore simbolico e narrativo. La rassegna include anche una significativa proposta espositiva con la mostra di science-art “Esiste ancora un domani?” dell’artista Marina Iorio, curata da Raffaele Loffredo. L’esposizione, visitabile dall’8 al 22 maggio presso la Fondazione Il Canto di Virgilio, mette in dialogo arte e scienza attraverso opere realizzate a partire da dati scientifici sul fondale marino. Un percorso visivo che invita a riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente, trasformando informazioni tecniche in immagini di forte impatto emotivo.

A completare il programma, il laboratorio “Acqua, città, memoria”, curato dalla storica dell’arte Pamela Palomba. Tre incontri, dal 13 al 15 maggio, dedicati alla lettura del paesaggio urbano attraverso il ruolo dell’acqua nella storia e nella costruzione della città. Un’esperienza partecipativa che intreccia narrazione, fonti storiche e analisi visiva, offrendo strumenti per comprendere Napoli come organismo stratificato e dinamico. “Nelle acque di Napoli: suoni e visioni” si configura così come un progetto culturale complesso e coinvolgente, capace di mettere in relazione discipline diverse e di attivare un dialogo tra passato e presente. Un’iniziativa che rafforza il valore del Maggio dei Monumenti come spazio di produzione culturale diffusa e che invita cittadini e visitatori a riscoprire Napoli attraverso uno dei suoi elementi più profondi e generativi: l’acqua.

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