
Il sindaco di Benevento chiede chiarimenti al direttore generale dell’Azienda ospedaliera dopo la notizia della donna rimasta per giorni su una barella. Una vicenda che riapre il tema della dignità delle cure e della fiducia dei cittadini nel sistema sanitario.
Il caso della paziente oncologica di Morcone che avrebbe trascorso nove giorni su una barella del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Pio di Benevento arriva sul tavolo istituzionale del Comune di Benevento. Dopo la notizia diffusa dagli organi di stampa, il sindaco Clemente Mastella ha inviato una nota ufficiale al direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Maria Morgante, per chiedere delucidazioni sui fatti accaduti. Nella lettera, il primo cittadino fa riferimento alla particolare fragilità della donna, affetta da patologia oncologica, e alle condizioni in cui sarebbe stata costretta a permanere per oltre una settimana all’interno del Pronto Soccorso, su una barella e in un ambiente descritto dai familiari come sovraffollato. Una circostanza che, per come riportata, ha suscitato forte impressione nell’opinione pubblica locale.
Mastella sottolinea di essere consapevole delle difficoltà strutturali che interessano i reparti di emergenza e urgenza e dei sacrifici quotidiani cui sono sottoposti medici e operatori sanitari. Una consapevolezza maturata, scrive, anche per senso di responsabilità istituzionale e di collaborazione con le strutture sanitarie del territorio. Allo stesso tempo, il sindaco evidenzia come la vicenda, per i contorni emersi, generi sconcerto e sincero rammarico nei confronti della paziente e dei suoi familiari. Un episodio che, se confermato, rischia inoltre di incidere negativamente sulla fiducia delle cittadine e dei cittadini nei confronti dell’istituzione sanitaria.
Nella sua duplice veste di presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’Asl e di primo cittadino del capoluogo provinciale, Mastella chiede quindi di essere informato in modo puntuale sulle ragioni che hanno determinato una permanenza così prolungata in Pronto Soccorso. Circostanze che, per come apparse sui media, vengono definite non conformi ai principi inderogabili di civiltà e di rispetto della dignità della persona malata. La richiesta di chiarimenti si inserisce in un contesto più ampio di attenzione sulle criticità del sistema sanitario territoriale, in particolare sulla gestione dei pazienti fragili e sui tempi di presa in carico nei reparti di emergenza. Un tema che continua a interrogare istituzioni, operatori sanitari e comunità locali.





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