Vertice al Mimit con Regione e sindacati: Rheinmetall tratta con due potenziali acquirenti. L’Abruzzo chiede reimpiego e tutele per i lavoratori, mentre si apre lo scenario della riconversione verso il settore difesa

Resta ancora aperta la partita sul futuro dello stabilimento Pierburg di Lanciano, uno dei poli industriali più rilevanti della Val di Sangro. Nel corso del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza delle istituzioni, dei sindacati e dei vertici aziendali, è emerso che la procedura di cessione non è ancora conclusa ma potrebbe arrivare a una svolta entro il mese di maggio. A fare il punto è stata Rheinmetall, multinazionale tedesca che controlla la Pierburg, la quale ha confermato che le trattative proseguono con uno dei due soggetti interessati all’acquisizione della divisione Power System, cuore del comparto automotive civile. Tuttavia, non è esclusa la riapertura del confronto anche con il secondo potenziale acquirente, segnale di un quadro ancora fluido e in evoluzione. Il futuro dello stabilimento abruzzese si colloca dunque in una fase delicata, sospesa tra la possibile cessione e le ipotesi di riorganizzazione industriale. In questo contesto, il nodo centrale resta quello delle garanzie occupazionali, tema su cui la Regione Abruzzo ha assunto una posizione netta.

“Abbiamo chiesto con forza che i lavoratori abruzzesi non paghino il prezzo di questa transizione industriale – ha dichiarato l’assessore regionale al Lavoro Tiziana Magnacca – insistendo sul loro reimpiego all’interno del gruppo Rheinmetall, in particolare nel settore difesa, e chiedendo al tempo stesso chiarezza sulle garanzie che i nuovi acquirenti potranno offrire”. Uno degli elementi più rilevanti emersi dal tavolo riguarda infatti l’accordo già raggiunto in Germania tra Rheinmetall e i sindacati metalmeccanici, che prevede il mantenimento dei livelli occupazionali, delle condizioni contrattuali e della stabilità lavorativa per almeno tre anni dopo il closing, quindi fino al 2029. Un’intesa che tutela anche la rete dei fornitori locali e che rappresenta, secondo le organizzazioni sindacali italiane, un modello da replicare anche negli stabilimenti del nostro Paese.

La richiesta di estendere queste garanzie al sito di Lanciano è stata ribadita con forza dai rappresentanti dei lavoratori, che vedono nella transizione in atto un passaggio critico per la tenuta occupazionale e produttiva del territorio. Sul piano industriale, resta aperto anche il tema della possibile riconversione verso il settore difesa, ambito in cui Rheinmetall è fortemente impegnata a livello internazionale. Questa prospettiva potrebbe rappresentare una via alternativa alla cessione, consentendo di mantenere l’attività produttiva all’interno del gruppo e di salvaguardare l’occupazione, ma richiede investimenti, tempi di attuazione e una chiara strategia industriale.

Nel frattempo, il piano già previsto per la divisione automotive nel periodo 2026-2029 resta un punto di riferimento, anche se appare sempre più legato agli sviluppi della trattativa in corso. Il Ministero delle Imprese ha fissato un nuovo incontro per il 28 aprile, che si preannuncia decisivo per chiarire le prospettive dello stabilimento. In quella sede si discuterà sia delle ipotesi di riconversione industriale, sia della possibilità di trasferire in Italia le condizioni di tutela già definite in Germania.

La vertenza Pierburg si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione del settore automotive europeo, sempre più orientato verso nuove tecnologie e nuovi modelli produttivi. Per territori come quello della Val di Sangro, fortemente industrializzati e legati alla filiera dell’automotive, la sfida è quella di accompagnare il cambiamento senza perdere occupazione e competenze. Le prossime settimane saranno dunque decisive. Tra trattative ancora aperte, scenari industriali in evoluzione e richieste di garanzie, il destino dello stabilimento di Lanciano resta appeso a un equilibrio delicato tra mercato, politica industriale e tutela del lavoro.

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